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POESIE IN CONCORSO

Pubblichiamo in questa pagina, le poesie ammesse al concorso Finalmente Poesia, organizzato dal Comune di Procida e dal sito internet www.finalmente.it TEMA : NOSTALGIA DEL FUTURO

 

Il bando 2008

Invia la tua poesia.

 

 

 

LE POESIE

 

Sogno e realtà

Passi furtivo
padrone dei miei sogni
mi porti con te...
e più non sogno!
              
Maria Giannetta Grizi

Anni 60. Insegnante.

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Emozioni

Da un sogno mi sono svegliata
.pensavo amore fosse
ma il pensiero era sbagliato
cercare l'avventura della notte
e non  la magia dell'amore
della partita
con cui
il creatore
gioca a scacchi
coi nostri cuori
 efa diventare uomini

Enrica D'Alò

Anni 30. Libera professinista.

Giovane ragazza che si diletta a scrivere poesie e commedie. Laureata in lingue e amante della letterature e del teatro.

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Avanza

Placidi e distesi
pensieri,
in assolato diurno,
ormeggiano
in fiumana.

Sfoggia
la frondosa flora
e freme
in meditata attesa.

Screpolate note
soffiano
sulle opulenti sponde.

Avanza il mio sentire,
scivola come guscio,
in un sinuoso divenire,
nell'umido grembo
s'attarda.

Sylvana Tenaglia

Anni 48. Impiegata statale.

Vincitrice di vari concorsi nazionali, oltre a vari
segnalazioni di merito e menzioni d'onore. (Nel 2008 -  1° premio Il Delfino di Marina di Pisa -  2 °premio Viareggio - segnalazioni di merito   a Sassari per l'Oscar della Poesia 2008) Segnalazioni  e menzioni d'onore per 3  anni al concorso Anco Marzio di Ostia dal 2004 al 2006.  Nel 2007 vincitrice del concorso la Lode di Roma; vincitrice di concorso Con gli occhi di ieri e di oggi nel 2006.


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Se fosse domani

E' notte
tutti dormono in casa
io vago per le camere piene di noi
osservo i miei figli assopiti
è notte
tutti dormono in casa
io guardo lontano
vedo i miei figli gioire di noi
è notte
tutti dormono in casa
dolci visioni mi prendono il cuore
SE FOSSE DOMANI

Giuseppe Camilleri

Anni 43. Enologo.

Sono un produttore di vino, con la passione della poesia.

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Mai vita

Come acqua riaffiorerò tra le braccia
e mai più riavrò questo fresco sogno di bambina...
Posso già sentire l'amara verità
che si nasconderà dentro una piaga,
e lì dentro scorrerà come ghiaccio rovente,
a consumare l'ultimo sorso del tempo che ancora avanza.
E mentre il mio domani pensa al suo passato,
che ancora non è stato,
so già che domani avrò e non avrò più,
e già mi manca la vita,
che mai s'afferra e si comprende.
Che mai arriva.

Valentina Viceconte

Anni 20.Studentessa di filosofia.

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L'amata ospite

Quando la nostalgia
di un futuro già vissuto
in un  tempo antico
avvolgerà la mia anima
Lei verrà a trovarmi
e l'accoglierò con dovuto
rispetto come si riceve
l'amata ospite.
Sarà una creatura di fine bellezza
a prendermi per mano
e seguirò i suoi passi
che mi condurranno
al guado della Grande Acqua.
Nel salutarla
non mancherò di ringraziarla
per quel breve tragitto vissuto insieme.
Nostalgia di un futuro anelito
d'amore
diverrai allora
divina certezza!

Anna Rita Armati

Anni 57. Impiegata.

Vivo e lavoro a Perugia- ho pubblicato un romanzo e libro di poesia- E' in procinto di pubblicazione un libro di favole.

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Magia dell'infanzia

Vorrei guardare questo mondo
con gli occhi puri d'un bambino,
con il suo stesso sguardo genuino,
sgombro di pensieri e di malizie,
lo sguardo di chi sorride sempre
alla vita anche alle sue astuzie;
un sorriso che niente scalfisce
nè il peso della coscienza, nè il rovello della ragione,
che vede nel mondo un miracolo
e prova gioia e stupore
per ogni cosa, anche la più comune,
che avverte il batticuore scoprendo
il mare, il sole, le stelle, il fiore

Vorrei leggere questo mondo
con gli occhi vergini di un bambino
come lui trasformarlo in una fiaba;
credere alla magia che ammalia,
alle grazie e agli arcani dlle fate,
che, con la loro arte incantatrice,
trasformano la terra in un'oasi felice

Cristina Coppini

Anni 51. Insegnante.

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Torna indietro e passerai oltre

Ti immagino
figlio
di un epoca non tua
geloso del tempo che passa
incauto nell'ardere in fretta
nel consumare ossigeno a bicchieri
dalla foggia impersonale.
Ti guardo
reggerti al filo rosso  di un tramonto
che pensi di meritare
non sempre è benevolo il cielo
ricorda
che tutto può cambiare
il vento traveste il paesaggio
il sole lo divora
la pioggia lo vernicia
e tu lo accetti
la fretta non ti tocca
con il suo incedere a sbuffi
lentamente sorseggi le ore
i colori che passano
il silenzio del mattino
assapori tutto con l'incoscienza di chi
ancora deve nascere.
Già passato oltre
vorrai tornare indietro
un giorno
sono questi
i vezzi dei mortali.

Serena Posocco

Anni 26.

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Israele: nostalgia di un futuro

Mentre stento il passo
su questo sogno mancato di Dio
il cielo mi osserva senza i suoi angeli
e la terra mi sorride con i suoi demoni

ondeggia brutalmente il territorio conteso
fra la terra promessa e il deserto rovente
la manna s'infiamma come carta
fra ulivi calpestati da secoli
sfamando solo la speranza.

Finalemte il periodo delle piogge
tutto riprende fiato
e le mani umide di pianto
tornano a battezzare la vita
nell'istante di una tregua.

Monia Speziale

Anni 40. Operatore Turistico.

La mia prima poesia la scrissi all'età di sei anni. La maestra mandò a chiamare mia madre per assicurarsi che non me l'avesse insegnata lei. Entrambe non potevano credere che l'avessi scritta di mio pugno.

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La valigia di cartone

Come parole scritte
dalla danza di una farfalla,
che si pose
sull'inchiostro ancora fluido.
Un agitare la soluzione
per rivivere il tempo
dove il tempo non esiste, 
dove il tempo
rischiara i sedimenti
raccolti sul fondo 
dove la polvere
preserva l'antico
senza malessere alcuno.
Accostandosi e sentendone
ancora i battiti,
le vibrazioni date al suo tempo
dove il tempo era un tempo,
scandito da un batter di ciglia...
Vivo.

Giuseppe Garziano

Anni 47

Siciliano dentro e fuori...
La scoperta della poesia...un caso... frutto delle
emozioni... l'amore... l'essenza delle piccole cose.

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Un domani senza fine

Piazzale di Sant'Andrea
dei miei giochi di bambina,
riasfaltato a nuovo
sotto la luna dorme.
Nei viali incolti ritrovo
le ombre dei miei passi,
poi mi accoccolo
sulla panchina ridipinta
a ripassare tutti i  miei giorni
e la nostalgia traspare
nella notte,
e non si scioglie.
Il corso della vita
scompongo
lasciandomi cullare
dal silenzio levigato del cielo.
Non c'è ora più bella di questa che, bugiarda,
mi parla di un domani
senza fine.

Graziella Semacchi

Anni 77(già!). Casalinga e pubblicista.

Casalinga,madre e nonna, ho cominciato a scrivere oltre la metà del cammin di nostra vita.Pubblicista,ho una rubrica fissa su di un settimanale. Ho diverse pubblicazioni al mio attivo.

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Sei piccino!

A pensare bene
è stato un attimo splendido.
L'ingresso immediato
nella memoria del passato
dove
bambole, macchinine, giocattoli e
amici si confondevano
con una pallet di variegati colori
vivaci, mescolati col
vivere innocente, diretto
e unico.

Oggi,
non posso fare a meno
di immaginarti!
Sono sicura
che arriverai.
piccolo, piccolo,
abbandonato e chissà
straniato e spaventato.

Ma noi ci saremo
T'accoglieremo col cuore
E coll'anima.
Ti proteggeremo.
Per te tutto sarà diverso.
Non posso però
staccarmi più
da questa nostalgia
del futuro del
noi e te.

Regina Célia Pereira da Silva

Anni 44. Docente Universitaria.

Regina Célia Pereira da Silva, docente di Lingua, Cultura e Traduzione Portoghese dell'Instituto Camões nell'Università degli Studi Suor Orsola
Benincasa, Napoli. Dottorato di Ricerca in Letterature Moderne e Studi Filologico-Linguistici con la tesi "Le
prime opere letterarie luso-indiane e l'identità culturale d Goa (1510-1715)". Corso sulla 'Nuovissima poesia portoghese e l'estetica contemporanea', gestito dall'Instituto Camões, Lisbona, 2009.
Vinse il Premio Giornalistico internazionale "Theodor Mommsen 2001", Sezione Coppa di Nestore - Campi
Flegrei (NA) con l'articolo "Il vino Porto", in Notiziario Flegreo Pozzuoli, 07/08 - nov. 2001 (NA).
Ha pubblicato diversi saggi e poesie, tra i quali:due poesie "Quegli sconosciuti" e "Innocenza"
http://poetrydream.splinder.com (Aprile 2009); due Poesie: Modus Vivendi e Vida, in Rivista di poesia elettronica,
disponibile in www.poiein.it (Marzo 2009); Cura del numero speciale della 'Rivista della Poesia Meridiana' sulla Poesia Lusofona, Avellino, Marzo 2009;
Poeisa: "Napoli in me/Nápoles em mim", in 'Rivista Mundus', per un'etica del rifiuto', Napoli, Dicembre 2008; "Come la pioggia", con litografie di Manuel
Cargaleiro, traduzione di poesie di Mimmo Grasso, Edizioni Laboratorio, Napoli, 2007; "Ecos do diálogo greco-latino nos Colóquios dos simples e drogas e cousas medicinais da Índia de Garcia da Orta", Atti del Congresso Internazionale AISPI, Napoli 18-21
Febbraio 2009; "Métodos e especificidades lexicais na tradução dos 'Colóquios dos simples e drogas e
cousas medicinais da Índia' de Garcia da Orta", in 'Portoghese lingua del mondo, metodologie  strategie
traduttive', Università degli studi di Napoli l'Orientale, Dipartimento di studi comparati - Collana di
Letterature Comparate, 10, Napoli 2009; "Un campano racconta la cosmogonia e la mitologia indù - Giacomo Fenizio, S.J. (Capua 15558 - Porakkad 1632) ", in 'Rivista Orientalia Parthenpea', vol.
VII, Associazione Culturale Orientalia Parthenopea, Napoli 2008; Postfazione e traduzione: "Ballata Lusitana" Amor de perdição di Camilo Castelo Branco", Casa Editrice Marlin, Salerno, 2008;
"As competências do tradutor e o contexto cultural na tradução literária. Os espaços metanarrativos do
romance 'Equador'", in Actas del Congresso Internazionale AISPI, Padova 23-25 Maggio 2005; "O tradutor  e o  problema da multicultura", intervento
tenutosi nell'ambito del "5° Colóquios da Lusofonia, Bragança- Portogallo, in Galiza: Berço da Lusofonia, Actas do V Colóquio Anual da Lusofonia, Bragança,
2-4 de Outubro de 2006; "Eça de Queiroz - O Homem. A Obra." in Actas do Congresso "Eça de Queiroz e a Europa", org. Consolato del Portogallo a Napoli,
I.U.Orientale e I. S. O. Benincasa, Napoli, anno 2000.


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Un malato di nostalgia...

Guarda con occhi assenti,
parla con cuore amaro,
vacilla senza
una meta.
Quando nega è nostalgia,
quando piange
è in preda
alla sua malattia...

Maria Caputo

Anni 42. Casalinga.

Ho pubblicato un libro di poesia Sprazzie mi piace scrivere anche altro. Il mio motto è vivi e lascia vivere, in un presente, ch'è già futuro, in un futuro, che non fu mai presente, ma solamente passato.

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Il parto

Dormi cucciolo, non ascoltare
Quel che dirai quando dovrai passare.
Madre si dispera, il fatto è serio
Se, per il sol bell'e dolce desiderio,
Sa già e mai vorrà sapere
Che il bimbo nato andrà a cadere
Come cometa, come fiocco di neve,
Nell'abbraccio del mondo, e deve
Dirle: "Addio, mamma, sono nato".
La creatura nel vagito ha gridato:
Parto.

Mariachiara Scala

Anni 21. Studentessa.

Poetessa in erba.

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Nostalgia del futuro

Non chiedermi
di vaticinare cartigli,
frammenti scomposti
dal volo dell'araba fenice,
ma di scrutare
oltre il riflesso degli occhi
il percorso di vita dei miei figli,
teneri virgulti
di una pianta a radice profonda
in un terreno fertile,
dove si percepisce la linfa vitale
e s'impara a custodire la nostalgia come approdo al ricordo
di un tempo che uguale non è mai
ma nel paesaggio contemporaneo
genera lucciole d'amore.
E di tutto il corredo dello scrigno
             rimane
quel sapore dolceamaro del futuro
        che è incertezza
e al tempo stesso bellezza della vita,
un alone di polvere che si rigenera
ogni volta che il sorriso
spunta negli occhi profondi
       della mia anima.

Francesco Paolo Catanzaro

Anni 44. Insegnante.

Insegnante di lettere, si interessa di letteratura ed arte.

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T'ho visto

T'ho visto, amico d'altri tempi, invecchiato
con in mano un libro del Bellezza
dalla cover verdastra; anch'esse  - poesie poco lette -
come quella tua passione inespressa
che intera ti ha soggiogato una vita.

E' duro sottrarsi alle panie vocazionali
rassegnarsi a un amore respinto
coltivare negl'anni un terreno infruttuoso.

Matteo Clemente

Anni 56. Impiegato pubblico.

Il privilegio di un incontro che ha rappresentato una
decisiva svolta esistenziale.

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Domani

Giace la primavera
come una viola
sul davanzale,
tiepida ed assonnata
mentre nella testa mia
dicembre s'appresta a cominciare,
col suo freddo imperdonabile
che la pelle mi brucia,
benevolo patrigno
che gli occhi mi culla.

Muore la ginestra
lenta e taciturna
ed io con essa
ché l'estate non può aspettare
questo mio corpo
ingrato e molle.

Amami,
amami,
amami.

Amami e lasciami cadere
sulla mia terra.

Domani della notte non contemplerò
il silenzio
e del giorno non scorgerò
la luce.

Amami
ché domani non sarò già più
sulla nostra terra
e dai cieli ti guarderò continuare a vivere
senza di me
senza di me
senza di me.

Ilaria Grassi

Anni 30. Insegnante di chimica di base e dermatologia.

Ho frequentato il liceo Classico Carlo Alberto di Novara e la facoltà di Biologia ad Alessandria. Ho pubblicato il libro di poesie "Il campo di conchiglie ricoperto d'oro" nel 2007 vincendo il Concorso letterario "Isola Nera".Ho pubblicato altre mie poesie presso la casa editrice Aletti ed ho vinto vari concorsi letterari. Attualmente sono presidentessa della Biblioteca Comunale di Borgolavezzaro e
svoglo attività di Volontariato in parrocchia e presso
associazioni comunali.  Spiccato è il mio amore per la
natura e la terra, madre disperata e benevola, grande
l'amore per i bambini. Nel 2006 mi sono classificata tra i primi 10 finalisti al Vostro concorso Finalmente poesia.

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Ode al cielo notturno

Oh oscuro manto vellutato,
impreziosito delle più pure e rare ambre
con i tuoi araldi mi chiami:ti scruto.. .
il tuo nero a tanti appare come lo stratega del mistero e
della paura! Per me invece tu sei il salvatore dell'animo
mio; in te,notte,trovano riposo i miei affanni,le mie paure
che il sole porte spavaldamente alla luce.
Sei il porto nel quale io nave errante trovo la quiete!
Son qui a contemplarti e sembra tu abbia già capito
la moltitudie dei miei pensieri che inquieti sciamano.
Sembra tu riesca ad ascoltare il mio grido silenzioso...
E come un amico dona un pezzo del suo cuore all'amico
affranto, tu mi doni il tuo splendore!
oh cielo notturno sei la mia pace...
peccato però che il tuo vellutato manto stellato debba
levarsi, e a quel punto mi troverò sul palco del giorno
errante e impaurita... ma con la forza e la voglia di
farcela!! Tu ,amico caro,lo so non mi lascerai,tornerai
nuovamente ed io attingerò da te pace e serenità
ed il mio cuore sorriderà alla tua vista magica!!!

Anna Rufolo

Anni 22. Studentessa.

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Nostalgia del futuro

Seduti sulla collina
sotto un cielo dipinto
ad accogliere
l'ultimo cascata di stelle,
sognavamo il nostro futuro
e i fitti sogni
parevano divenire realtà

È sfumato il nostro amore
svaniti i sogni.
Resta nel cuore
la nostalgia di
quel futuro
sognato insieme
dissolto sotto
una cascata di stelle.

Simonetta Cappellini

Anni 59. Pensionata.

Nel 2005 ha pubblicato la sua prima raccolta di versi "
Frammenti di vita".

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Forma d'amore

La nostalgia del futuro immaginato
causa
il ricordo  di un passato appena
trascorso
sullo spigolo di un momento è dove ti
ho visto soffermo, nel frastuono di
città,
ed io, allora,  mi fermo
nell'instabilità.
Nostalgia del futuro immaginato che
svanisce vivendo il giorno presente,
frastuono di città,
rumore di passanti,
odore di ristoranti,
venditori orientali,
richiami di vetrine,
sali scendi di autobus,
sigarette fumanti,  mp3 sonanti, 
digitali fotografie allucinati e
fugaci gruppi di visitatori,
cassonetti colmi,
numeri alle poste, in banca, al
supermercato,
tutto ad un euro anche il tempo,
terrazze vissute, tende private,
passi corti da podisti, cibi in
vista, pasti fugaci, semafori veloci
e strisce di passaggio,
bancarelle di borse pendolanti,
cinture ancora libere,
sparsi mosaici di stampe che
ritraggono l'arte di un tempo posta
sull'asfalto del momento,
piccioni in alto, in basso, a destra,
a sinistra,
buche e pozzanghere,
un cappuccino, il fresco verde di un
giardino,
libri la voglia di leggerli, vivere
per viverli,
un museo su di un aspetto della vita,
un telefono pubblico quasi
sicuramente non funzionante,
il gelato ricamato di onde,
poi  tutto immagine, colore, tutto
suono ed emozione,
tutto solo tu.
Nostalgia del futuro immaginato, non
si prospetta più, perché il tuo
essere è qui, 
parole tutte, solo tutte, per te,
nostalgia del futuro, no perché forse
non esiste futuro ma solo presente,
il presente  dell'uomo,  come arte,
veloce ed infinito,
il presente dell'uomo, come arte, 
forma d'amore, che si concretizza
anche in parole.
La nostalgia del futuro, solo un
pensiero che si profila quanto ti
allontani, ma poi,
svanisce sullo spigolo del momento,
in grazia della tua forma d'amore, 
in ogni lato del mio giorno.

Costanza Tistarelli

Anni 27. Studentessa.

Bho non so se non è stata pubblicata sul sito perché vi sono stati alcuni problemi:  una prima volta l'ho spedita  senza i dovuti recapiti attraverso il form, la seconda volta invece ho usato la mail ma ho avuto disagi tecnici. O forse più semplicemente  quello che ho scritto non vi piace. Comunque nel rispetto di tutti non occuperò con altri messaggi il form.. Grazie tanto..


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Fermarsi, mai

Non c'è pace oggi
per questi sassi roventi
Per tutta la scalata dovranno sopportare
Le nostre mani, i nostri graffi

Come ieri quelli
che li han resi rottami

Il mare è dietro a questo monte
Ch'è già a metà

A terra
Il vento prendeva l'odore
della polvere
Adesso c'è il sale
Ma non è la stessa
                   Rapina

E' sulla mia fronte
vien giù dalla mia testa che fatica
Due volte
A salire e a immaginare
a ricordare le altre onde
Già avute negli occhi
A pestarle, per far colare quella
che ancora non vedo

La vista poi,
che spegne la mente, e i sogni
insieme
e la mia mano sugli occhi
E' il lenzuolo di una difesa
mattutina

Guardo, e il mare è un altro mare
Nessun gabbiano strilla al sole
E il blu non esiste

Le rocce finiscono qui,
dove comincia a muoversi quell'acqua
Io mi son fermato
E lei continua a sognare
Con gli occhi aperti
E senza cercar riposo
Trovando desiderio d'avvenire
Anche nel pericolo
di un nuovo orrore

Mattia Paolinelli

Anni 27. Laureando in lettere presso l'università degli studi di Pisa.

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Dolce nostalgia del Futuro

Nei  miei pensieri
Ha preso un posto
E ancor lo tiene
Usurpando spazio ed energia
Senza (io) capire
Che poteva esser nostalgia
Nostalgia del futuro?
Certo, nostalgia del futuro!
Lo vedevo colorato di colori
E sentivo palpitare i cuori
Pensando ad un mondo da cambiare
Le guerre dovevano finire
E in ogni luogo
La pace abitare
Nostalgia del futuro?
Certo, nostalgia del futuro!
Ancora adesso me la sento
E continuo, continuo a pensare
Che il mondo possa sempre cambiare
Che la guerra non esista più
Che la pace lo possa inondare
Nostalgia del futuro?
Certo, nostalgia del futuro!
Nostalgia dei figli che verranno
Nostalgia del mondo che vivranno
Dei nuovi pensieri che avranno
E di tutto ciò che i miei occhi non vedranno,!
Dolce nostalgia del futuro!

Giovanna Maria Mela

Anni 64. Pensionata ex impiegata com.le.

Nata a Badesi già fraz. di Aggius, ora comune autonomo dal 1969.

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La luce del futuro

Noi saiamo l'essenzialità,
l'unicità del nostro essere,
lo stupore di esser sempre presenti.

Unici nello specchio di fronte,
Soli nelle paure della vita,
nel nostro passato smarrito,,
nel nostro presente sfuggente,
nel nostro avvenire incombente.

Essenziali per il nostro corpo.
Responsabili della nostra anima,
tutori dei nostri affetti,
tolleranti nei nostri difetti.

Unici portatori del nostro destino,
soli sulla strada a ritroso
del nostro terrestre cammino

Lasceremo le tracce
nelle cose più belle
e ci confonderemo lassù
non più soli,
ma nella luce di tutte le stelle.

Anna Maria Giunti

Anni 80. Dirigente in pensione.

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Isola

quando mi sono messa in viaggio
non sapevo neppure
che quella strada
fosse mia
che sarebbe stata così lunga e fertile
che i neroni e i ciclopi
mi avrebbero aspettato
e scrutato
non ho scelto io
non temere
ti darò io la mano
se saprai strigerla
il pensiero resterà alto
e sentimenti d'amore guideranno
il tuo cammino
se mi porterò dentro l'anima
la strada sarà lunga
e i temporali d'estate
chiari e soffusi
forse approderò con gioia
toccherò finalmente terra
negli empori d'oriente
potrò vendere e acquistare
scambiare dono perlacei
e profumati
merce rara
fine esudata
correndo in giro ho imparato a tenere sempre la mente aperta
e ora vorrei mettere piede
su un'isola
riconoscerla
e i tesori accumulati poterli vedere
correre ancora,ma con leggerezza
sfumare nell'alba
di un'isola luminosa e sottile

Emma Giuliana Grillo

Anni 52. Insegnante.

Insegnante scrivo da sempre poesie e racconti,ho una figlia.

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Sto morendo per continuare a vivere

Un giorno scorso ho pianto,
ho sciupato la mia energia.
Ora nessuno ha più un'anima schietta,
non mi devo stupefare.
Siamo gli artefici dei nostri danni
poi li piangiamo.
Qualcuno può salvare almeno me?
Non baderò ai dilemmi che il domani mi porterà,
mi opporrò per evitarli.
E in questa lotta contro i problemi
si rischia di morire.
Stiamo tutti morendo per continuare a vivere.
Sto morendo per continuare a vivere.
La gente che ho toccato,
il modo in cui l'ho fatto,
spero che abbiano sfiorato me.
Perché è inottenibile capire
ciò ch'è vero
cosa è falso
ciò ch'è giusto
cosa è sbagliato.
Ci gettiamo ad occhi chiusi
e compatiamo i nostri sbagli.
Ma ormai creati
ci avviamo a correre
per anticipare gli ostacoli
che inattesi
ci vengono addosso.
Ed in questa lotta contro gl'intralci
si rischia di morire.
Stiamo tutti morendo per continuare a vivere.
Sto morendo per continuare a vivere.

Elisa Lodi

Anni 23. Insegnante.

Vivo a Mantova dove lavoro con i bambini, perchè dentro lo sono anch'io. Adoro esplorare, leggere , scrivere. Mangio sogni, tracanno avventure e nel mio zainetto da viaggio non manca mai la musica.

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Così non sarà più

Son fermo con davanti quella roba
e la notte bramante di emozioni:
rifiuto, poi decido di provare,
per spingere alla grande e ripartire.

La luce un po' mi lascia e un po' m'ingloba;
la musica governa le mie azioni;
finisco tra la gente a conversare
e sembra che non debba mai finire.

Invece mi ritrovo sulla strada,
col fresco che mi sferza sulle gote;
poi buio, e non ricordo niente...

I segni sono quelli di una spada
che lascia corpo e umore su due ruote
togliendomi il futuro lentamente...

Armando Creti

Anni 36. Software Specialyst.

Scrivere una poesia è qualcosa di più di una semplice
ispirazione: è il dono di una verità intima agli altri.

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Ferry-Boat

La storia guarda avanti
ed io no,
che son di razza napoletana.
So,
mi sfugge tutto
dalla nascita...

"E quann' passa chistu ferry-boat"
verso la terra delle opportunità?

Ho smesso di guardare
oltre i miei occhi,
e l'orizzonte
odora di cumuli in fiamme...
Se ripenso
a chi diceva di prepararmi
al meglio,
insegnando valori,
nutrendo il Sogno...
Menzogna!
La storia guarda avanti,
io non più...

Qual è ora il prezzo della disillusione?
A quando la riunione dei terroni?
"E quann' passa chistu ferry-boat"
to another world?

C'è chi riuscirà certamente a dormire
e sognare i Tuoi sogni.
Qui però c'è il mare
che porta via tutto
di me...
Portasse via anche me!
Dimmi tu perchè?
Perchè...
mi condanni ad uccidere,
non c'è soluzione,
ormai ti ho perso
e chissà
se ci sarai mai stato quaggiù
in un po' d'amaro mare
quaggiù...
La storia guarda avanti,
io non più.

Antonio Mugnai

Anni 27. Studente universitario.

Secondo classificato nell'edizione 2007.
Studente di Matematica presso l'Università degli studi di Napoli "Federico II". Ha scelto la scrittura e la musica come principali forme di sfogo, evasione e comunicazione.  Nel testo proposto, tra virgolette, viene citata una frase della canzone Ferry Boat di Pino Daniele, dall'album omonimo del 1985.

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Nessun tempo

Ero me e altro da me,
in un luogo e in un senso,
dove un'ombra appesantiva i sogni lievi
e abbagli luccicavano di vacuità.
Solitario re in un regno che trasfigurando uccide.

"La fine è in un sogno
che sognerò domani.
Vento notturno,
soffierà dalla finestra semichiusa del pensiero,
nostalgia di ciò che forse non mi apparterrà".

Null'altro che me.
Luce sull'anima piegata,
nuovi occhi e nuove lune piene...
..e nuove schiene.
Posso vederti adesso mentre guardo avanti.

.non indietro, non più.

Nessun tempo arriva invano,
nessun tempo resta.

Giuseppe Di Napoli

Anni 34. Credito.

Nato a Napoli, laureato in Economia e Commercio all'Università Federico II di Napoli, trasferito a Milano per lavoro da circa un anno e mezzo;
scrivo per passione da sempre, ma solo da qualche anno ho iniziato a proporre qualche mio componimento (utilizzando un nick, quindi in maniera anonima) su un sito di poesia; primissima volta che propongo un mio scritto per un concorso.

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Nel giorno in arrivo è la musica di sempre

Nel giorno in arrivo è la musica di sempre
nella casa di fronte e nella tua.

Note di vento sulla pelle bruna
dietro ogni passo
ogni parola
nel respiro del calore  e
nel tocco della brezza
nel gioco della luce
che svela e nasconde
e separa e mostra la sua sfida
e urla e trascina
senza un gesto riposo.

Più vicina e più lontana
cattura il gioco dell'ombra
nel battito del tempo
dove ogni secondo è narrato
e ogni momento e tutto ciò che accade
al riso e all'occhio infranto
al sapore di ogni palato

Maria Rosa Guarnieri

Anni  44. Insegnante.

Laureata in Lingue e Letterature Straniere e Moderne, insegna lingua Inglese presso il Liceo Scientifico " P. Mazzone " del paese di residenza.


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L'uomo ed il futuro

È fonte il futuro
di speranza
per gli umili
che vedonvi
di riscatto
occasion.
Di timori
per i cauti
che sempre
cosa riservi
chiedonsi.
Di noia ed apatia
per lo stolto
che mai a nulla
pensa e a cui nulla
cale.
Ma cos'è mai
il futuro o domani?
Cos'è mai il tempo
e qual senso lo
scorrere suo ha?
Dicesi che relativo sia.
Ma a cosa? All'osservatore?
No giacché pria che
l'umanità fosse il tempo era.
Alla velocità della luce?
Vero è che a tal velocitade
il tempo annullasi
e lo spazio all'infinito
dilatasi.
Ma codesta è lusso
sol ai fotoni concesso
e alle entità spirituali!
Ed a noi povere
anime in corpi
di pesante materia
intrappolate
creder che resta?
Che l'universo nostro
materializzazion sia
d'un sogno di un Dio
dormiente che al suo
risveglio svanirà!

Giovanni De Vita

Anni 33. Laureato in cerca d'impiego.

Note autobiografiche: laureato in Lettere Moderne alla Federico II di Napoli. Appassionato di storia.

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Paradisiaca dannazione (Heavenly damnation)

Stelle scoppiettanti bruciano dall'inferno
Come girandole danzanti incantano i nostri fragili occhi
Quasi accecati dall'ebbrezza di un inutile compiacimento
Fin al dolce oblio di una pacata bugia divina
Piovono lacrime di sperma omicida su di noi
Ed ovuli di follia vengono resi fertili
Dalla placida amarezza di un un'anima stolta
Soffici silenzi, inquietanti singhiozzi di paura
Paradisiaca dannazione
Voli lontani di corvi assassini
E la sciocca speranza di una morte serena
Siamo persi nel nostro lago dei ricordi
per raggiungere l'ignoto
l'infinito piacere
non sappiamo cosa ci attende
moribondi eppure vivi

Irene Caputi

Anni 25. Impiegata.

Un ossimoro vivente...

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Sogni sono realtà un po' più distanti

Ogni visita al pensiero è un volo
della fantasia,
crea immagini che rompono i progetti
di una vita
come gabbiani sospinti dal vento di
un'utopia
sono i sogni di una notte ormai
finita
un filosofo lucida le catene dello
spirito
l'uomo balbetta nella stanza della
nebbia,
mentre il sole conduce la luna al suo
martirio,
l'anima del mondo non l'aspetta
i nuovi orizzonti ricercano un futuro
e la mancanza di un domani
è un pensiero, perso nel presente
stesso.

Antonio Cortesi

Anni 19. Studente.

Diplomato al liceo scientifico. Iscritto al conservatorio di Cesena.

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Comune di Procida.

Organizzato dal Comune di Procida

 

Notizie sul concorso.

 

 


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