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LE POESIE
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Creazione
Giusto fù che il Supremo avesse
creato un quadro meraviglioso,
quanto ingiusto fù averlo dotato
di cornice orrenda.
Fù Lui così frugàle o scaltro creatore?
Vedo un'ombra che ombra non è;
in me, l'infida incertezza non dimora,
sono certo d'averlo capito...
ma che mai potrò dirlo, poichè
la giusta parola a me non si propone,
ch'io misero mi sento al dotto mondo del dire.
Mi è l'arte del pensar ma nel proferir son corto;
indi, mai ...un tal nobile pensier in balbo dire!
Però m'appartiene..., e nel fondo dell'anima lo terrò
celato.
Accendo una luce e poi disparvo,
- questo faccio..., come i poeti!-
Remo Macagnino
Anni 53. Marittimo.
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I
bambini di Gaza
I bambini di Gaza,
giocano con la polvere mentre
corrono,
i bambini di Gaza,
sorridono con gli occhi grandi,
scuri, belli,
i bambini di Gaza
si rincorrono e si cercano
tra il vociare divertente
dei loro racconti.
Dove sono i bambini di Gaza
ho chiesto in sogno,
dove sono...
li ho visti, erano tristi,
con poche lacrime,
impietrite dalla paura,
come perle di mare
lungo le guance sporche;
li ho visti immobili per terra,
senza vita, vicini per l'ultimo
tetro gioco,
quello della morte;
li ho visti spaventati
che continuavano a rincorrersi
tra la polvere,
a cercare aiuto
tra nemici e amici
senza saperli distinguere,
tra suoni di guerra li ho visti
chiedere un futuro di pace.
Angela Calluso
Anni 53.Responsabile sportello informagiovani comune di Modugno.
Nata a Potenza vivo a Modugno dal 1980. Laureata in Pedagogia, sono impiegata presso il
Comune di
residenza. Scrivo poesie da 45 anni,una vera passione, sono presidente da circa 20 anni
della Lila di Bari (Lega Italiana di Lotta all'AIDS). Mi occupo di sociale in genere
realizzando progetti di prevenzione, sia per le malattie sessualmente trasmissibili sia
contro le tossicodipendenze.
Ho partecipato qualche anno addietro, a concorsi di poesie, riportando anche premi e
riconoscimenti. Sono madre di due figli il primo 22 anni di nome Emilio e la seconda di 11
anni di nome Perla, ho un marito Nicola. TORNA ALL'ELENCO
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L'amore...se vive nel cuore...
L'amore,
pura follia della mente,
ebrezza nel cuore,
é immediato passaggio
dall' apice della felicità
al peso insostenibile del dolore.
A ciò non esiste cura
nè rimedio,
poichè tutto sfugge
ad ogni possibile schema,
nessuna regola:
la sola cosa che resta da fare
è accettare.
Michela Lisena
Anni 26. Studentessa.
Sono stata arruolata nella marina militare per la durata di anno, con la viva speranza di
diventare entro quest' anno agente effettivo in polizia. In contemporanea, avendo già
conseguito il master in scienze criminologiche, spero di laurearmi a breve in
criminologia..adoro lo sport (infatti in passato sono stata agonista) e amo la vita,
Francesco e mia madre...
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La
divisione dell'uguale
Spazio diurno immenso
piede esatto del tempo
foresta invadente dell'essere
Pierluigi Daglio
Anni 45. Impiegato.
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Per la
mia bambina
Ho comprato
un vestito nuovo
alla mia bambina;
bello a vedersi
e scritto a mano.
Raffaele Castelli Cornacchia
Anni 44. Insegnante.
Ha fatto il barista, il rappresentante, l'autista, il
magazziniere, l'impiegato. Nel 2000 lascia la carriera nel commercio per dedicarsi
all'insegnamento e alla scrittura.
Ha pubblicato il romanzo "Il pacco di Durante", la raccolte di poesie "A
meno che" e "Sul ponte sconfinato di Limey", il monologo teatrale "Un
esodo per gioco", ha partecipato alla XX^ Biennale di poesia di Verona, ha
contribuito alla realizzazione del libro "Percorsi labirintici" illustrato dalle
carcerate di Rebibbia.
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Desiderio e immaginazione
Attimi inafferrabili
che scivolano via
come l'acqua di un torrente
fra le dita della mia mano.
Desiderio di conoscere
e di indagare il domani
con un sogno rivelatore
con un'immagine allusiva
o forse con.
un'illusione.
Vorrei scorgerti grande
scoprire quanto sarai cambiato
riconoscere nel tuo sguardo
gli occhietti fanciullini che conosco
e ravvisare nel tuo atteggiamento
i tuoi capricci di bambino.
Vorrei scrutare la mia vita al tramonto
rileggere tutta me stessa
come quando si legge un romanzo per la seconda volta
per comprendere a fondo
il senso di ogni virgola
e di ogni parola.
Vorrei tuffarmi nel vuoto
scorgere almeno un barlume di quel futuro che non so
e poi riemergere
nel mio presente
assaporando i momenti che la vita mi offre.
Santina Russo
Anni 27. Insegnante di lettere.
Mi chiamo Santina Russo, ho 27 anni e sono
un'insegnante di lettere. Sono sposata e ho due bambini. Sin dall'infanzia mi accompagna
ogni giorno questa passione per la lettura e la composizione di testi soprattutto poetici.
Ho recentemente pubblicato la mia prima silloge di poesie "Altri Tempi",
ispirata alla rievocazione di tempi lontani e mondi sconosciuti, immaginati e rivissuti
attraverso il
racconto degli anziani. TORNA ALL'ELENCO
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A chi ha
scritto la nostra vita
Scusami se mi permetto, o Dio
di calpestare il suolo di Casa Tua
mentre una nuvola pianginosa
fuori copre per un attimo
l'unghio della Luna.
Io credo che Tu esisti
ma voglio solo sapere
se per Te esisto io,
io che sto qui a pregarTi
mentre lascio il cuor mio
palpitar dentro lo Spirito Tuo.
Scusami se mi permetto di chiederTi
perchè dovremo esser giudicati un dì
per ciò che siamo stati
costretti a vivere
anzichè per quello che invece
avremmo dovuto e voluto vivere.
E sto qui a permetterTi, stanc'ormai
di donar questa mia vita
a chi in questo momento
sta pregando Te di salvargliela,
se discosto rimarrai nel Tuo Celeste
chè T'ho pregato tante volte invano.
Forse non mi hai mai visto,
forse non mi hai mai sentito perchè
ad ogni preghiera tutto peggiora
segno che Tu non mi sei accanto.
Non voglio rimaner da solo
ch'il silenzio mi priva d'ogni forza
Ho il dubbio che Tu, o Dio,
non sappia perdonar, non voglia.
Ho il dubbio che questa mia vita
sia per espiar le colpe commesse
dalla mia anima in un'altra vita.
Così il fido Tuo Destino mai smette
di percuotermi senza pietà alcuna.
Volentieri starei io in croce
pur di riaver la mia Famiglia,
la mia Famiglia qui con me
come in Terra così in Cielo riunita
perchè come lo è per Te
anche per me è indissolubile,
indissolubile e Sacra.
Sicchè la Luna possa compiersi.
Francesco Spada
Anni 40. Portiere.
Abito a Pomezia da circa 10 anni ma sono
originario di Siracusa. Amo comporre da sempre poesie. Amo la mia Famiglia e ho nostalgia
di un futuro insieme. TORNA ALL'ELENCO
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Casa di
campagna
Ti rivedo intatta
bella come ti lasciai
il portico fresco
tra l'ombra e il bucato
l'odore del verde
di pane e ringhiera
quell'aria incantata
che scende la sera
un glicine vecchio
disteso sul tetto
le donne in cucina
risate di bimbe
e dispetti.
qui come me
sono nate
le mie piu'intime
emozioni..
tu accoglimi ancora
come allora
accoglimi sempre
con quell'odore
di antico e pulito
che e'parte di te
che e' parte di me.
il tempo non vince
il ricordo piu'caro
che sta'nel mio cuore
che sa un po'd'amaro.
Assunta De Concilio
Anni 50. Fisioterapista.
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Nostalgia
del futuro
Fantasia è gioco
di parole,cavalcare
l'ippogrifo e posarsi
sulla luna con Astolfo
Cercare la propria ampolla
e berne il contenuto,
sorridere rinsavito
e tornare sulla terra
Incontrare la Merini
e progettare l'avvenire,
del passato la nostalgia
e l'armonia del futuro
Scorrazzare liberi
da ansie e inibizioni,
non aver paura
del lupo nella notte
Armonia è desiderio
di gioia, di passione,
partire con l'astronave
vivere di illusioni
Sfidare il sole
volare senza ali
bruciare sul fuoco
al soffiare del vento
Approdare sulla terra
cenere impalpabile
e riposare finalmente
con la mente quieta.
Giacomo Giannone
Anni 71. Insegnante in pensione.
Ha insegnato per diversi anni nelle scuole medie superiori. Scrive saltuariamente su
riviste locali.
Ha pubbicato alcune raccolte di poesie. TORNA ALL'ELENCO
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Eravamo,
siamo e saremo
Quando tu eri accanto a me
io avevo palpebre di luce
tutto diventava di sole
e l' inverno volava via col tuo calore
Quando tu sei accanto a me
io ho ho palpebre di luce
le chiudo per spegnere gli occhi
ma la luce non cessa di esistere
Quando tu sarai accanto a me
io avrò palpebre di luce
e quando tutti avranno spento il sole
io guarderò te per illuminarmi
Davide Di Rosolini
Anni 27. Musicista.
Ho lavorato spesso con il volontariato. Adesso suono, canto e basta. Mi dicono tutti che
sono pazzo. Mi diverto, ma sono sempre infelice. Vabbhè... se volete sapere qualcosa
casomai andate sul mio space www.myspace.com/davidedirosolini
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Quali
speranze quali desideri
Quali speranze quali desideri
quali progetti porta
l'anno che viene
già vecchio di passate delusioni,
tu hai smesso ormai d'averne
le chiami solamente aspettative.
Entusiasmi d'amore,
riaccesi da fiammate di bellezza
non più gettata via
come fosse inutile gioiello,
t'aspetti che ritrovino ruscelli
inorgogliti fiumi alla foce.
E il luccicar degli occhi,
stelle di amori benedetti in gioventù
come soli copernicani
più non ruotano
ridenti d'orgogliosa pienezza
e di saggezza splendente illuminati.
Ai mali ed alla morte
dei vecchi che t'astringono non pensi
se non come ad ipotesi lontana
anche se un freddo dubbio viene
a turbare i sonni tuoi tranquilli
immaginando difficili respiri.
E tu, cosa t'aspetti tu
che non rispondi
mentre ti fai domande
e parli d'altri
quelli che ami
più della tua vita,
cosa t'aspetti tu,
tu che nascondi la tua precarietà
come non fosse tua
brandendo la poesia
come spada tagliente e trasparente
che sanguinare fa e guarire?
Vilmente non accetti
di mettere in tavola le carte
e pensi forse di cambiare
ciò che poteva essere e non è stato
bluffando in questa mano da giocare
per vincere una volta almeno amato.
Adolfo Nicola Abate
Anni 62. Giornalista, scrittore.Capo ufficio stampa e
comunicazione di aziende pubbliche, direttore di testate locali e regionali, direttore
della Comunicazione dell'Arcidiocesi di Foggia-Bovino, autore di pamphlet, instant
book,reportage,corrispondenze, scrive
poesia con continuità da cinque anni. In pubblicazione un volume di poesie d'amore.
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Un
regalo per me
Dammi la mano
dimmi che sono l'unica
trovami tra mille
e fammi un regalo
ma non comprarlo..
Guardami ancora una volta
e scopri una ruga o bianco
laddove non c'era..
Ritrovami
nuova
nella solita pelle
e sorridi delle paure
le mie e le tue,
per un nuovo gioco,
così, tanto per fregare il tempo.
Vanessa Solimando
Anni 30. Laureanda in matematica per le applicazioni gestionali ed economiche. TORNA ALL'ELENCO
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Desiderio
Mio nonno si sveglia con voglie da partoriente
-torta di salò e vino santo- :
sul punto di morire si desidera.
Il desiderio non muore insieme al cancro.
Non siamo fatti di sola carne,
ma di voglie che escono
dallo stomaco, dalla bocca, dall'ano, dagli occhi.
La nostalgia di un futuro,
su questo schermo d'opale.
Cristina Battaglini
Anni 25. Studentessa universitaria.
Vive e studia a Firenze. Laureata in Italianistica presso la facoltà di Lettere e
Filosofia di Firenze con la tesi in letteratura tedesca "IL DIONISIACO NEGLI INNI
ALLA NOTTE DI NOVALIS",iscritta alla Specialistica in Filologia Moderna percorso
teorico, critico e metodologico. Nell' aprile 2008 partecipa al concorso nazionale di
poesia Ibiskos 2008 con la pubblicazione della poesia vincitrice all'interno
della raccolta 'Nuovi autori in Toscana', edita dalla
casa editrice Ibiskos di Empoli .Da Dicembre 2008 collabora come giornalista freelance con
la rivista 055NEWS di Firenze. Dal Marzo 2008 è pubblicista presso la rivista free
press Zero 55 di Firenze. Ha svolto collaborazioni presso: la sede di Controradio a
Firenze per l'organizzazione del Festival Nazionale di cortometraggi Videominuto, edizione
2008; il Festival della Creatività (2007) di Firenze; Workshop con l'artista Fupete
presso gli ex macelli di Prato
per l'evento di Freeshout (2007). Scrive poesie e racconti brevi,svolge attività di
reading e performance artistiche presso locali dell'area fiorentina.
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Nuovo
Giorno
Sarà oggi quel giorno.
La rossa speranza
accesa di fantasmi
corre instancabile presso un campo d' ulivi.
Cade, si rialza, diventa gialla
ed esplode nel sole.
Sarà oggi quel giorno
quando il cuore straripante di miele
dona un riflesso salmastro all'aurora.
Oggi le tue lacrime cantano
una lieva carezza sull'orizzonte marino,
confuse di azzurro.
Raccoglierai muschi dai ghiacciai ormai spenti.
E' domani quel giorno.
Aprirai le tue finestre,entrerà l'indomabile
e,come uova in un cesto,
andrai al mercato.
E' domani quel giorno
quando attraverserai guadando una striscia di vita.
Domani solleverai il tuo nome dai ricordi,
strisciando su un filo di luce.
Vai.
Quel giorno sarà oggi, sarà domani,mai trascorso,
con gioia atteso.
Emanuela Longhi
Anni 44. Odontotecnico.
...mi piacerebbe saper scrivere poesie... TORNA ALL'ELENCO
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I
pomeriggi
E grida e corse,
giú per i solchi del campo
tra il gelo e la brina
e l'offesa arrecata nel profumo di mele.
E grida e corse,
la pedalata arrivava
dove il cielo toccava i gorghi dell'acqua
e la nebbia si alzava dalla melma pestata.
E grida e corse,
parti inventate poi ruoli scambiati
e la pelle scottava
ma non per la ruvida lana.
E grida e corse,
cosí poco importava se il sangue pulsava
gonfiando ciliege alle dita
e la bugia inventata sarebbe bastata.
E grida e corse,
domani una nuova giornata
sarebbe arrivata
offrendomi donna alla vita.
Nadia Tosi
Anni 55. Insegnante di scuola materna.Vivo e lavoro da 20
anni a Lussemburgo. Amo viaggiare, fotografare e scrivere.
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Incomprensioni
Ho viaggiato in luce e nel buio
apprendendo la meschina arte
di non credere a nessuno ed a niente
a non porre fiducia in alcuno
che non fosse la misera sorte
del vuoto eterno baratro bruno
che senza eccezione ognuno attende.
Sui miei passi allor scorsi una bruma
precedeva una bianca signora
essa chiesomi con gran candore
quale fosse del mio cuor la pena
le risposi mia dama è la vita
che è già grande la parte ormai spesa
ancor poco il tempo rimasto
e del fato attendo la pesa.
Ella rise ma di riso amaro
sei in inganno, in risposta al dilemma
non dolore decreta la fine
ma riposo da un destino avaro.
Pensa a me e ai miei giorni infiniti
senza termine muovo con flemma
il mio albino bagliore sul mondo
che ogni notte tanti cuori infiamma.
Non esiste per me tanto amore
posso far solamente guardinga
compagnia a quei giovani amanti
ma da gioie di cuor non avvinta
la mia anima non si diletta
sempre in tondo il sole mio amante
cerco e seguo in notte infinita
ma esso muove ed equidistante
dal mio essere fugge di fretta.
Non son fatte per esser comprese
della vita di un uomo le pene
da un si bello ma freddo pianeta
da una coltre non fatta di telo
ma di bianco ed azzurro dipinta
resto solo con il mio dolore
io mortale tu anima vinta
triste sasso appeso nel cielo.
Fabrizio Bottaro
Anni 34. Infermiere.
La mia prima poesia. Spero vi piaccia. TORNA ALL'ELENCO
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Relitti
Entro in un bar dal nome esotico,
ma di esotico c'è solo il motivo
delle tovaglie di carta sui tavoli traballanti.
Mi siedo all'ultimo tavolo in fondo,
di fronte una donna, persa
in un paio di scarpe di seconda scelta
e in una bellezza sparsa lungo il sentiero,
rivede la sua vita nel fondo di un caffè
e annega il dolore in una lacrima, poi
si specchia negli occhi
della bambina che gli è accanto
e si versa gocce di speranza.
Un uomo è da ore nel videopoker,
luce di angelo, dolore di demone
e mentre legge in quelle carte il suo futuro,
cade una stella ma lui non la vede,
così aspetta, ma ormai è tardi,
una nuvola ha rapito anche la luna
mentre un drago gli divora l'anima.
Un vecchio è all'ultimo vagone
ed è tutto accoccolato in un bicchiere,
guarda la ragazza del bar ma la vita
corre veloce su un altro binario.
Dario Lauro
Anni 40. Insegnante.
Nato a Napoli il 28 Aprile 1968, sono diplomato
all'Istituto Magistrale e a quello Tecnico Commerciale, nell'isola di Procida (NA) dove
vivo e insegno. Sono alle mie prime esperienze di partecipazione a concorsi per poesia,
anche se ormai scrivo da qualche anno. Vi partecipo invogliato dai miei amici e
soprattutto per avere un parere
critico e costruttivo dalla giuria del concorso
"Finalmente Poesia" con il tema "Nostalgia del futuro". TORNA ALL'ELENCO
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Quieta
attesa
Mentre il tempo scorre
Attraversa le mie ossa
Cambia faccia
Trema dalla terra
Poi scende giù dal cielo come acqua
Ecco!
Mio pensiero lento
Stanco
Passo leggero e quieto
Di un silenzio atteso
Di quel momento
Preso qui sulle ginocchia
Tra le mie braccia
Stretto
Come un cuscino
Stretto
Come l'amato
Ecco!
Solo sospirato tempo
Che come vento arriva
SOFFIO LEGGERO
Atteso come sconosciuto
Prende quel mio sospiro
Preme dentro
Sconosciuto lento
Futuro che in un sol momento
Arriva
In un presente attimo
Già scorre
Come ricordo.
Elisabetta Morotti
Anni 33. Esercente piccolo ristorante nella provincia
di Bologna.
Scrivere è una passione che ho innata, ho appena partecipato al concorso
"l'autore", come prima esperienza. Ho sempre scritto come per dare colore e
movimento alle idee, ora provo anche a farle incontrare con quelle degli altri. TORNA ALL'ELENCO
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A
giudizio
Seduto su un sasso rotondo
Gli dei a banchetto
Assetato gusto il sole
Me lo faccio piacere
E invidio la bilancia
Che non si scioglie al caldo
E oggettiva
Pesa i miei peccati.
Ho bestemmiato, sì, più volte
Non ho onorato mai mio padre e mia madre
Ma un dio riderebbe di me.
E i miei son capaci di perdono.
Non credo in un solo dio
Ma in più o in nessuno. Uno non mi basta!
Che imprecare monotono!
Credo nel dovere di dissolvere gli affetti
Che banalità non amare un estraneo
Quanto un famiglio!
Meglio odiar tutti nella stessa misura.
Ecco la mia uguaglianza.
Meglio disconoscere le fratellanze
Vedere oltre la terra e il cielo
E non esser cittadino.
Dubito. Dunque, respiro.
Sono forse io oppure no
Né voi in me, non c'è spazio
Né io in voi, non bastate.
Cosa allora resta da dire
Che nulla è come sembra
Ed il sembiante è nulla.
Me ne fotto delle notti senza luna
E della luna silenziosa in ciel
Delle procelle.
Sì dei morti e delle ossa che son grano
Già mietuto
E pan grattato.
Dei silenzi soprattutto se son detti
Carichi.
Solo conta il vuoto e la disperazione
Di pienezze concesse o ritrovate.
Male è la speranza. Male il collante che teneva
Male assieme quei cocci di vaso.
Tutto dono è il mio nome e mio marito
Che è cecato dalla bellezza dei fiocchi
È padre di tutti gli indovini.
Mentitori sono i profeti, violenti coi loro bastoni
Serpentini nodosi complicati.
Non hanno nulla dei santi medievali
Che non sanno e non fan finta.
Volano, semmai fosser capaci del volo
Raderebbero il suolo come lame su volti imberbi
Per scoprire la propria inutilità
Seguitano i tagli e sono in agio.
Oltraggio è il bene cumulato sulle macerie
La polvere dei secoli, coltivata nelle menti acerbe.
Lasciateci cadaveri ansimare antiche colpe.
Lasciateci giacere sui giacigli.
Bianche come giglio noi vorremmo le carni
Ed il rosa lasciarlo all'aurora.
L'oro e la porpora al martirio.
I colori all'illusione della vista
Alla rapidità del baleno
A ciò che non si può toccare
Alle strisce lunate del cielo.
Vincenzo Antonio Scalfari
Anni 29. Dottorando.
Vista la luce a Vibo Valentia, avrebbe voluto spegnerla. Ignorante ed ignaro, autentico e
annoiato. Superiormente. TORNA ALL'ELENCO
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Eravamo parti
silenziose ed erranti
Muta, scivolo sul mio passato,
lacrime immobili ho dimenticato,
cerco di ritrarre un'ostinata mano,
protesa verso chi è già lontano.
Mi perdo nei gomitoli dei nostri sorrisi
giovane amante che da parte misi,
eterna ubriaca del tuo odore,
donati a me affinché vinca il timore.
Fiume arrogante e avido dei miei sottili gesti
il muro freddo e ben celato travolgesti,
annegando i segni del tempo ignorante
hai dissetato l'arido cuore dolorante.
Eravamo parti silenziose ed erranti
smarrite in sospiri ostinati e costanti,
inconsapevoli attori di un regista annoiato
eppure già complici di un racconto spezzato.
Impalpabile tempesta di sguardi che ci ha tradito
rendendoci schiavi di un amore infinito,
è un tiranno prepotente che inganni non perdona,
ed una morsa violenta che non ci abbandona.
Sfumature accese riempiono i contorni delle nostre immagini
rese cieche da inutili inquietudini,
le vedo sovrapporsi come pareti inscindibili di uno specchio
scheggiato e con insolente ostinazione rincorrere il
peccato.
Valentina Serio
Anni 24. Neolaureata in giurisprudenza.
Gentile redazione sono una neolaureata in giurisprudenza 24enne che svolge pratica
forense e che coltiva nei ritagli di tempo la passione per la poesia. Vi invio
questo mio scritto, sperando di catturare la vostra curiosità, catapultandovi nel mondo
irreale che la poesia descrive. In fondo, ogni autore o poeta in erba e non, cerca
di costruirsi un piccolo spazio ideale per sfuggire dalla realtà quotidiana, anche
solo per un attimo. I miei lavori
sono il frutto di un'accelerata fantasia e del dono di
saper dipingere quadri di parole. Spero vi piacciano. Non vi nascondo che la mia speranza
è di poterci ricavare qualche piccola entrata economica, purtroppo la stirpe dei
praticanti non è per nulla pagata, ma solo sfruttata.
Cordiali saluti. TORNA ALL'ELENCO
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Il Sogno
di un Giorno
Grigio son lì a camminare
tra quelle vie che m'han visto giocare,
e tradendo ogni mio singolo pensiero
mi lascio rapire da quello strano mistero.
Voci che già mille e più volte le mie orecchie hanno
udito
ora, distorte dal tempo mi lascian stupito..
e da quei volti dai quali nulla traspare,
ecco finalmente una luce brillare..
pochi istanti, son sincero,
e tutto non sembrò più vero,
quella vita che tanto avevo amato
e un giorno rinnegato,
in quel suo sguardo ho realmente ritrovato.
Luca Mulas
Anni 28. Legale.
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Ricordi
futuri
Ricordi? Un film era solo la prima scena.
Una cena era solo il primo boccone.
Una passeggiata era solo il primo passo...
..il resto era Passione.
Guardaci ora, fragili e teneri amanti per gioco, ma amati
per Amore uniti da un cuore che batte più lento,
aspettiamo il domani straniero, rimpiagendolo perchè già
meraviglioso.
Maria Milella
Anni 28. Laureanda.
Sono una laureanda in lettere con l'amore per la
poesia e la scrittura. Spero di riuscire a trasmettere
quello che sento con le mie parole che a volte restano solo in me.
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Sogni
Nei miei sogni proietto
un futuro diletto
da un amore protetto
con fluttuare d'affetto
Circondato dall'universo stellato
un domani con te tanto sperato
per il momento soltanto ricordato
per me un insieme coccolato
Mi sorprendo teneramente a cullarti
mi vedo pronta a vizziarti
con immaginazione appagarti
e con trasporto amarci
Un futuro che dirigo ad occhi aperti
e nei sonni perfetti
vorrei presto ritrovarti
e terminare l'eterno sognarti...
Anna Biancheri
Anni 53. Socia azienda commerciale.
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Guardandomi
L'alienazione di un call - centre .
L'impalpabile resa delle sfumature ,
degli angoli più ostici della personalità .
L'omologarsi contro la propria volontà ;
l'incoscienza bieca ,
intanto che dai via ,
nella paralisi di una metropoli ,
o poco meno,
ad un prezzo davvero d'occasione ,
la tua goccia di splendore .
Anna ,
poco più di 20 anni .
Un bambino avuto per gioco
una sera in cui la noia
era l'ombra di ogni tuo gesto .
Anna , dimmi ,
se ancora ti chiedi il colore degli occhi di chi ti risponde
a telefono , o se anche la tua fantasia ti ha lasciato ,
se ancora dipingi su tele bianchissime
gli acquosi sogni che fai ,
quelli che hai perso ,
quelli che non hai mai avuto,
perché certe cose sono troppo anche solo da sognare.
Dimmi se ce la fai con cento euro a settimana
a vestire tuo figlio ,
a comprarti qualcosa che ti ricordi di essere ancora la
stessa , Poi dimmi ,
Perchè
piangi cosi' spesso ,
e se hai ancora quella sciarpa blu notte che ti regalo'
quel ragazzino
che avresti amato ancora un po' ,
se quella sera non avessi così tremato
alle carezze di uno qualsiasi .
Buttare giù da un ponte
l'intero rosario di sogni
raccolto sin da quando hai 7 anni ,
e studi e balli e leggi e cresci ,
e sogni un futuro diverso da tua madre ,
così teneramente fallita ,
così spietatamente sola ,
un avvenire che renda fiero tuo padre,
così ignorante che ti commuove
pensarlo
mentre cerca le parole più corrette
tra quelle che conosce
per parlare con i tuoi professori del liceo ,
e lui non sa molto,
ma sa che per migliorare devi studiare ,
non sa bene perchè ,
gli sfugge il motivo preciso,
ma si spacca l'anima a lavoro per vestirti bene ,
per guardarti in mezzo agli altri senza nulla in meno ,
e quasi gli sembra un miracolo
vederti come loro ,
con gli stessi vestiti ,
i loro forse migliori,
ma i tuoi così ben stirati e profumati
che non sfiguri neanche un poco .
..e poi finisci così .
Anche tu ,
"quoque tu",
Teresa,
laureata in letteratura straniera
dentro ad un call centre ,
e chiami riattacchi richiami,
in un meccanico giro ,
e ti viene in mente quella commedia di Pirandello ,
in cui la cinepresa diventa parte del corpo dell'operatore
"Gubbio", la sua estensione,
e poi ti viene in mente De Andrè ,
che cantava
ubriaco
che sia strano
che dove finiscono le tue dita debba
sempre cominciare una chitarra ...
e poi dopo ti sfuggono via tutti questi pensieri dai
pensieri, perchè tu non sei un regista , non un suonatore
,
non c'è poesia in ciò che fai,
anche i tuoi migliori "poi"
si sono arresi difronte l'evidenza ,
difronte l'incuranza,
di un sistema assente,
di un sogno brandito
e poi venduto ad un'asta in cui non c'eri
in cui nessuno per te
ha alzato il prezzo, neanche per gioco .
E così alla prima offerta
il gioco è finito,
l'udienza sciolta .
Rita Arrotino
Anni 24. Studentessa.
Studio lettere. Lavoro nelle telecomunicazioni
Amo De Andrè e Dante . TORNA ALL'ELENCO
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Il
mistero del viandante
E se a poco poco,
sfera di cristallo,
danzasse l'ora del domani
davanti al mio fragile perche'...
Inonderesti ,
vita ,
di dorati granelli
i giorni a venire...
Se il viandante misterioso
vestito di brina o di sole
o del velato rosa dell'alba
interrogasse i miei desideri?
Direi che ho vissuto le mie storie e adesso raccontandole
dentro la mia fantasia
vesto le tiepide sorsate di vita
di folle coraggio...
Ho conosciuto
una goccia
di quello che chiamano amore
e ne vorrei di piu'.
Come vorrei centellinare nostalgicamente una coppa
d'ambrosia di quello che verra'... Che sia profumata di te e
di noi... che io sappia chiudere gli occhi
respirando
quell'inconfondibile profumo
che hanno i tuoi occhi,la tua voce ,il tuo sorriso.
AnnaMaria Immesi Smorto
Anni 54. Ex insegnante.
Da sempre scrivendo apro la via ai miei pensieri.
Sia in prosa che in poesia amo raccontare magici momenti in cui e' contenuta tutta la mia
vita. Presente in diverse antologie, Accademica dei micenei ,vincitrice di numerosi
premi e consensi sul territorio nazionale.Finalista al Premio Rhegium Julii per il
racconto inedito. Libri di poesie pubblicati(Il verso del pettirosso,Stiddha 'i
cartuni",Una folata d'azzurro).Inediti(Aeoliah,Il canto di Daphne,Oltre confine). TORNA ALL'ELENCO
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Vicerè
Vassa Vassa
Era un uomo assai importante
Tanti baci e tanti amici
Ma a un buon uomo diede aiuto
E per questo fu fottuto.
Il giudice lo comprese
E l' ingiustizia fu palese.
Con i cannoli festeggiò
Ma di pietro si infuriò
E il suo posto assia prezioso
A Minniche fece goloso
Il berlusca spaventato,
non lo ha abbandonato
e a Lombardo suo fidato
la Sicilia ha regalato
Minniche disperato
Dalla rivolta fu tentato
Un partito aveva pensato,
ma un ministero lo ha frenato.
Vassa Vassa
Era un uomo assai importante
Tanti baci e tanti amici
Di Ruini aveva il consenso
per un seggio in parlamento
In senato si è candidato
Dalla chiesa appoggiato.
Il tedesco da San Pietro
La morale ha affidato
Ha chi ha ben razzolato
Diamo un posto nel Governo
al cristiano più convinto
ringraziamo poi i mafiosi
di cui i voti son preziosi.
I valori difendiamo
Dal nemico mussulmano;
i finocchi li schifiamo
e nel ghetto li piazziamo.
Giancarlo Milone
Anni 27. Proprietario di un bar.
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"Babbo"
Arturo
( A mio suocero)
In un pezzo di carta
dove scorre un rumore
scrivo e penso.
Ed è la penna la mia sola arma di difesa.
Scrivo e passa la malinconia.
Tra le vene della mia penna
un solo uomo
-forse-
ha capito il vero funzionamento della vita
senza un glossario.
la Vita va vissuta
amata... giocata.
Tra guerre ed amanti
verdi praterie ed immenso azzurro.
Eterni giochi con l'amore
dentro un tempo infinito.
La Vita chiede tanto
ma anche di esser dominata.
Il tempo non ha bisogno di tempo.
E quest'uomo lo sa.
Ma lui col tempo ha camminato sempre di pari passo.
essendogli amico. Qualcuno finalmente ha capito
che a volte fa bene star dalla parte dei perdenti.
Spesso è la migliore
e nelle vene della mia penna
scorre quest'uomo che ha realizzato
la sua Esistenza
sulle fondamenta della Vita.
Ed io
da occhio straniero
lascio l'impronta di lui
in questo vecchio foglio ingiallito.
E con affetto
che è la sola cosa
-insieme a questi versi-
che posso donargli
-auguro a lui-
il bene più profondo e tanta Vita!
Maria GrecoAnni 30. Operaia.
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Ora che
t'incontrerò...
Ora che t'incontrerò
qui nel nome di Dio scrivo
giammai invano, bench'io schivo
ai gloriosi Suoi precetti,
vedrai ciò che tu t'aspetti
e godrò di tua bellezza
nei tuoi occhi la dolcezza
che ogni dì mi fa allietar.
Ora che t'incontrerò
per la Volontà Suprema,
ch'avverso di noi mai rema,
ossia i nostri desideri
ch'Essa ispira giusti e veri
all'oscur toglie le bende
e più lieti ora ci rende
in quest'agitato mar.
Ora che t'incontrerò
sarai la Terra Promessa
quella Grazia in cuore impressa
fatta di beltà natura
benchè acerba in cuor matura
quasi stabile, perenne
verde età, non già trentenne
che nella tua adolescenza
lieti il cuore all'apparenza
d'ogni dì il felicitar.
Ora che t'incontrerò
sarai sposa mia, lo giuro
e il timore del futuro
sia nostalgico ricordo
di quel peso, grave, ingordo
ch'era in me di non averti
nei miei giorni vani, inerti
sii tu il freno al rattristar!
Domenico Varavallo
Anni 27. Praticante avvocato.
Premiato tra i primi dieci al concorso 'Poesia e Pittura Estemporanea' 2008; Finalista al
concorso 'da Punta Campanella a Capo Palinuro'. Tra iprimi sei al concorso per
cortometraggi 'Scrivocorto 2001'. TORNA ALL'ELENCO
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Evanescenza
Mi manca tanto ciò che non c'è
Ma ciò che c'è stato non c'è più
Mi manca molto ciò che c'è
perchè c'è...
ma non è
Ciò che vorrei non ci sarà più,
in un singhiozzo è volato lontano,
sincopato...cadenzato,
disperato è sparito piano piano.
Allora cos'è questo ciò che non ho?
E' Domani....
E' un Dove...
Son le tue mani....
E' un Altrove?
Antonella Primerano
Anni 43. Insegnante.
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Eri nata
in un giorno di sole
Eri nata in un giorno di sole
e già il maggio svelava le gemme in boccioli di rose
festose
ed i piccoli frutti nascosti attendean d'esser resi
gustosi.
E lo sai,
del sapone il profumo di fresia come allor nel lavarti
piccina, nel ricordo tenace s'avvince a quel tenero
abbraccio di madre infinito perfetto d'amore di dolcezza
che
nulla abbisogna se non d' esser soltanto vissuta.
E ora sono in quel tempo lontano
in quel tuo, nostro primo tramonto
a inseguire la danza del vento sulle foglie iridate del
pioppo e in quei giochi di luce improvvisi io ritrovo i
pensieri d'allora, le speranze d'un tempo a venire
disilluso
da vita futura.
Poi mi specchio in quegli occhi di bimba ed in essi ritrovo
l'immenso che lenisce ogni amara ferita e al dolore
futuro.dà un senso. Nei tuoi occhi di bimba gentili io
ritrovo i miei giorni passati cantavamo canzoni correndo,
nelle mani tenevi gelati.
E il ricordo va avanti negli anni a una strada assolata
d'estate i capelli nel vento di mare, tuoi di luce parean
danzare.
E la neve ricordi scendeva in quell'ultimo nostro
Natale,
ho un'immagine bella nel cuore che la notte non può
cancellare. né la pioggia che batte sui vetri or che
sola
rimango a pensare che si è accesa una stella a Betlemme.
è la stella del nostro Natale...
Gabriella Manzini
Anni 46. Impiegata.
Promotrice di eventi culturali. Ideatrice e membro
di giuria in svariati concorsi di poesia, amo l'arte in
tutte le sue forme. Scrivo poesie da sempre ma solo dal 2003 partecipo a vari concorsi
ottenendo numerosi premi. La mia poetica nasce dalla difficile ricerca dell'attimo
fuggente, da vivere e imprigionare nel ricordo. Sensazioni e sentimenti, felici o assai
dolorosi trasmessi così, nella loro immediatezza.La poesia si fa anello di
congiunzione fra il tempo interiore ed esteriore all'uomo, tra le emozioni vissute e il
vorticoso divenire dell'esistenza.
La caratteristica che più mi appartiene è il senso
dell'eterno divenire delle cose, visto con stupore sempre nuovo e con quel senso
dell'eterno che consente di ritrovare dentro di sé i tanti attimi fuggiti nel
passato rendendoli ancora e sempre vivi e presenti.
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Figlio
mio
Figlio mio come corre il tempo,
appena ieri ti affacciavi alla vita
e poi...... i primi passi, le prime parole.
Figlio mio come corre il tempo,
i primi giochi, la tua voglia di scoprire
e rincorrere nuove emozioni,
il tuo primo giorno di scuola.
Figlio mio come corre il tempo,
sei diventato un piccolo uomo,
i primi amori, le prime delusioni,
i pianti, la gioia, i tuoi primi ricordi.
Figlio mio come corre il tempo,
appena ieri ti affacciavi alla vita ed ora
hai trovato la donna dei tuoi sogni,
la porta dell'amore si svela ai tuoi occhi.
Figlio mio come corre il tempo,
un giorno ti sposerai, diventerai papà ed io nonno,
avrò un nipotino che stringerò al mio petto,
una nuova gioia nella mia vita.
Figlio mio come corre il tempo,
che emozione essere nonno, nei suoi occhi rivedo
il bambino che eri tu, specchio riflesso della mia
gioventù.
Figlio mio come corre il tempo,
gira una giostra, scintillio di luci e di colori,
strappati dal vento si librano nel cielo
palloncini sfuggiti dalle fragili manine,
e poi i tuoi capricci, sempre troppo presto
per tornare a casa.
figlio mio il tempo si è fermato,
ed io, ho nostalgia di un futuro
già presente nei miei pensieri,
che forse ........non vedrò mai.
Bruno Destefano
Anni 46. Impiegato.
Scrivo poesie da molto tempo, ma soltanto dal 1998 le mie poesie escono dal cassetto
e si mostrano agli altri. Alcune poesie sono presenti in diverse antologie.
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Bacio di
pietra
Non ho potuto sorreggerti,
quando ti sollevavi sulle punte,
per afferrare la vita,
ormai sospesa nel vuoto.
Cade dall'alto il tuo futuro,
rompendosi in piccole schegge.
Ed in questo silenzio di terra,
non resta che un bacio di pietra.
Salvatore Ruggi
Anni 56. Impiegato.
Sono nato a Taranto ma vivo e lavoro in Lombardia
Scrivo racconti e poesie e partecipo a serate culturali.
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|
Ti aspetto
Ti aspetto,
un secondo, un'ora una vita.
tutto pur di vederti ballare,
sorridere, volare attorno a me.
Non è un sacrificio,
non è tempo perso,
aspettare il futuro che ci vedrà uniti.
Piccole luci,mi seguono nella notte,
promettendomi strade sicure,
per le mie preghiere.
Tuttavia, mai, nemmeno una volta ho pensato di abbandonare
il tuo sogno per la loro realtà. Ti aspetterò per tutta
l'eternità, e se vorrai, qualche minuto in più.
Il giorno, in cui saremo ancora, tu io, poi un essere solo,
il tempo che ora sembra eterno scivolerà via in un
istante.
Ti aspetto,con il futuro che ci vedrà uniti.
Walter Minossi
Anni 25. Scrittore.
Pubblicato tre libri di poesia (Sogni e realta d'amore,
Sospiri e parole, Parole gentili),pubblicato sull'agenda dei poeti '07-'08-'09. Presente
nell'antologia poetica per uso didattico "Le strade della poesia". TORNA ALL'ELENCO
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|
| Negli
occhi Negli occhi di un bimbo per caso ho guardato.
Ho visto oceani, infinite spiagge,
cieli azzurri e sorrisi incantati.
Ho visto arcobaleni, ho visto una madre,
ho visto fiabe e boschi fatati.
Ho visto sogni, future speranze,
negli occhi del bimbo ho visto il domani.
Negli occhi di un uomo un giorno ho cercato.
Ho visto la vita, ho visto avventure,
rossi tramonti e magiche aurore.
Vi ho visto progetti e canzoni d'amore.
Ho visto una donna, ho visto un'amante,
negli occhi dell'uomo ho visto il presente.
Negli occhi di un vecchio infine ho trovato
mille ricordi del suo passato.
Ho rivisto il bimbo, c'era anche l'uomo,
ho visto gioia, dolore, perdono.
Ho visto tristezza, ho visto rimpianto.
Ho visto saggezza, fatica e coraggio.
Ho visto di tutto negli occhi del vecchio.
Soltanto una cosa in quegli occhi non c'era.
Negli occhi del vecchio mancava il futuro.
Palma Rossomando
Anni 35. Segretaria.
(Sa) Scrivo per fermare un momento:un attimo di gioia da ricordare per la vita o
un'angoscia devastante. Scrivo perchè amo: amo tutto ciò che da forti emozioni, belle o
brutte che siano, dalla gioia smisurata al dolore esasperato. Amo le emozioni che giorno
dopo giorno mi fanno sentire viva.
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|
Un
abbraccio rubato
Diventai bravissima
nel farmi piccolissima
per restar lì a godere di ciò che non poteva più
accadere:
mi toccasti timida e leggiadra
mi facesti diventar quasi una ladra:
mi sembrò di rubare un contatto che tu per caso mi stavi
ancora a dare. Catapultai così in un'altra dimensione:
a quando ero al centro della tua attenzione.
Mi feci piccolissima chè mentre dormivi
insieme a me per caso
mi sentii accarezzar prima la guancia e poi le ciglie, il
naso; tutti insieme mi vennero alla mente
pensieri di te prima che fossi adolescente:
di quando cercavi del viso mio ogni particolare
che non ti addormentavi se non lo potevi toccare!
Mi feci ferma, immobile
interpretando il ruolo di una madre ignobile
che crescer non vuol vedere il figlio suo
per non vedersi di invecchiare lei
Rimasi lì a rubare quall'evento
che durò soltanto un attimo, un momento!
Spuntò una goccia di sudore,
si fece forte il battito del cuore;
la faccia affondai dentro il guanciale
così forte da farmi quasi male,
il respiro era affannoso
ma lottai per farlo silenzioso.
Che meraviglia!
Evitar dovevo are il tuo risveglio
Forte emozione-
ormai rara occasione:
mi fece diventar ladra e profana
mentre mi regalavi la tua pelle ancor di porcellana.
Mi feci piccolissima e diventai ladra bravissima
Che peccato! Era solo un abbraccio rubato.
Mi feci timidissima e dolente:
ammisi dolcemente che non è bello vivere di nostalgia
ma..
mi dispiace tanto che non sei più mia!
Divenni poverissima ed arresa
restai senza difesa:
ch'era davvero troppo duro
non poter più rubare nel futuro!Domenica
Pietrangeli
Anni 52. Dipendente ASL Roma.
Nata a Roma - titolo di studio: maturità scientifica e
diploma in logopedia - coniugata e sparata con un figlio - conduco una vita molto comune e
semplice - tratto particolare: timidezza 0ra accettable, ma eccessiva al tempo della
gioventù i miei affetti più cari: naturalmente mio figlio, mia madre e.... la mia
micetta nera!
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|
Ricordando
ieri, aspettando domani
Ricordando ieri,
ricordando giorni passati,
un diario scritto,
fotografie scattate,
volti scomparsi per sempre
o ancora presenti,
ciò che è stato detto,
ciò che è stato fatto.
Ricordando ieri,
la certezza del passato.
Ricordando ieri,
è acuta la nostalgia.
Aspettando domani,
aspettando giorni che verranno
e ancora giorni per amare,
soffrire,
sperare,
dire e fare
e ancora vivere.
Aspettando domani,
l' interrogativo del futuro.
Aspettando domani,
è acuta la nostalgia.
Marzia Ciocci
Anni 33. Educatrice asilo nido.
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|
Figli di
noi stessi
Ormai le donne
partoriscono bambini
già vecchi.
Escono dall'utero
con il bastone in mano
e gli occhiali sul naso.
Poi, piano piano
ringiovaniscono,
le schiene si raddrizzano
e la loro proverbiale saggezza
si spegne lentamente
e divorziano,
per sposarsi più tardi
e innamorarsi ancora dopo.
Saranno già bambini
quando metteranno al mondo
i loro genitori.
Viorel Boldis
Anni 43. Giornalista.
Vincitore di alcuni premi di poesia e racconti; poesie e
racconti pubblicati qua e là; volume di poesia "Da solo
nella fossa comune" Gedit Edizioni 2006. TORNA ALL'ELENCO
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Razzo di
latta
Un giocattolo vetusto su una bancarella, un'astronave
di latta per fuggir da stella a stella. Simbolo di fantasie
mai divenute realtà, un futuro innocente mai nato. Ma
questo
razzo mi dice: "Chissà, un giorno potrei essere la prima
pietra del fato". Quant'è, signora?
Antonio Tulumello
Anni 27. In cerca di lavoro.
La poesia è perlopiù un hobby, che avevo smarrito dalle superiori, e ripreso coi
messaggi brevi del telefonino. Piacciono, ed i miei amici e conoscenti mi incoraggiano
spesso. Così eccomi qui a tentare una nuova strada per realizzarmi. TORNA ALL'ELENCO
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Noia di
noia
Quante cose successe
e non comprese,
lasciate passare
non potendo sapere
il giusto pensiero.
Cammino interiore,
esami continui
e giusti proponimenti
alleati del cuore.
Ricomporre
le pagine
del libro
delle proprie stagioni
e lasciarsi superare
dalla nostalgia
del futuro.
E poi, rialzarsi,
in fretta
e vestirsi,
pensare
al domani
lasciando al passato
i ricordi
più strani.
Noia
di noia,
è questo
il presente
che mina
la vita.
Elio Roberto Rinaldi
Anni 49. Dottore.
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E' buio
E' buio, un boato nella notte,
non c'è tempo ne di alzarsi ne di svegliarsi.
Il mondo ti si apre sotto i piedi,
un volo senz' ali ne paracadute,
solo polvere nel naso.
Attimi di terrore e di incoscenza,
urla nella notte, cani che abbaiano,
sirene che scappano.
Un ultimo sguardo verso un cielo di cemento,
un ultimo pensiero a un futuro mai vissuto
e un respiro che si perde nel buio di una notte maledetta.
Roberto Gilardi
Anni 30. Gestisco un negozio wind in franchising.
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Scherzi
di pensieri rubati
Lo sguardo rivolgo in avanti
pensando che è già tardi,
allora torno indietro,
ma ancora non mi spiego
dov'è il tempo?
C'è solo un lampo
d'eventi incompiuti,
passati e non ancora avuti
e io allora li piango tutti
lamentosi frutti
della mancanza,
di cosa? non ha importanza!
<<manchi e mancherai
e forse giudicherai!>>
Un senso di dolce vuoto,
vorrei relegarlo in una foto,
ma è solo languore
questo bruciore
che proietto in un domani
non definito! sani
pensieri nel mio ieri?
forse no! cantieri
di nuvole adagio
costruiscono il mio viaggio,
i ricordi mi cullano
e in avanti mi guidano
'sì tanto che sembra
d'incontrarli, alle mie membra,
per la prima volta
e ad ogni svolta
di sentire la loro mancanza
anche se, nella mia stanza,
non sono mai entrati:
scherzi di pensieri rubati!
Alessia Armini
Anni 25. Studentessa.
Sono una studentessa di antropologia, non so se quello che faccio è 'scrivere' (sapreste
definirmelo?) diciamo che appago un bisogno personale accumulando parole, e ogni tanto
provo a condividerle! TORNA ALL'ELENCO
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|
Futuro
anteriore
In hotel della nebbia
il viaggiatore ha posato
i suoi armeggi.
si sentiva il solo ad avere fatto
un pieno di nebbia
l'unico in compagnia
del vecchio guardiano solitario.
aveva mani troppo vuote
e parole che non potevano chiedere
ad un innamorato
che tempo farà domani.
le acque scrosciavano appena
dove una splendida luna
aveva alzato il suo inno
di speranza.
il viaggiatore, forse, partì.
o affacciato sul lago
ha cantato il suo futuro
Massimiliano Lopresti
Anni 37. Insegnante. TORNA ALL'ELENCO
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Haiku
Albero torre edenica
giardino pensile di babilonia in culla
patriarca di mille libri di mille foglie
le tue mele luccicanti lascerei
appassire per la gioia delle api.
Silvia Goi
Anni 46. Insegnante.
Scrivo poesie fin dall'infanzia; ne ho pubblicata una minima parte e vorrei riuscire a
realizzare una silloge che convinca per prima me stessa. TORNA
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|
Schizzo
analitico
D'abord
il y a la chair
le sang
d'abord il y a la peau
d'abord le coeur qui balbutie
d'abord il y a la main qui bouge
e poi un respiro d'aria lancinante
e poi e poi
un tentativo d'alzarsi e poi
poi la saliva non si trattiene
poi al lavoro - al lavoro, ma lasciami,
lascia perdere, fammi il piacere -
e parlare,
parlare d'altro, che poi è la stessa cosa
e poi slabbrare il dolore
e sezionarlo storto sviscerarlo
e poi
il saldatore funebre ti incanta
e poi davvero davvero era questo il senso
e poi non si tace mai abbastanza
qualcuno entra al momento sbagliato
e ti interrompe le visioni d'oppio
e Coleridge dal fondo se la ride
"è capitato anche a te, eh, vecchia baldracca?"
e allora tutta quella luce
e il desiderio - ma non starai ancora
scherzando? -
e allora tutta quella letteratura
e gli incontri coi morti a orari improponibili
e gli appuntamenti in Canada, in Africa,
e i b ambini con la vita davanti,
e non finire, senza l'opportunità
di spezzare la matita nel cammino
e scordarti l'incompiuta sfumatura.
Alberto Giordani
Anni 28. Attore.
Laureato in Scienze e Tecniche del Teatro,
ho lavorato come attore e assistente con importanti registi come Alain Maratrat, attore
storico di Peter Brook. Come poeta, sono stato pubblicato nel numero III/2008 di
"Italian Poetry Review" edita dalla Columbia University di New York. TORNA ALL'ELENCO
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Mi
amerai tu mai?
Io t'amo, mi amerai tu mai ?
Voce di sassofono liquida
dalla finestra aperta
sulla spiaggia di luna.
Mi amerai tu mai ?
Ombre di nuvole passano,
ricami di pizzo
sulla mia pelle lucida.
Mi amerai tu mai ?
Notte di pesca e di fatica sul canale :
le lampare si confondono nelle luci dell'alba.
Mi amerai tu mai ?
Domani correrò verso la piazza di sole.
Le onde della gonna danzeranno sulle mie
gambe nude.
Salterò gli scalini e la gatta sdraiata al sole.
Cercherò il profondo dei tuoi occhi
aggrottati di sonno e di sale.
Domani mi amerai. Vedrai ...
Maria Gisella Fragapane
Anni 62. Pensionata.
Selezionata alla prima ed. resto fedele e spero di poter ripetere la splendida
esperienza: nostalgia del futuro. TORNA ALL'ELENCO
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|
| Ho
pensato spesso Ho pensato spesso a Noi. Alle nostre
interminabili e meravigliose
passeggiate.Ho pensato al suo
profumo.E ieri sono tornata a
rivederlo per sentirti ancora piu'
vicina.Lui sembrava mi aspettasse.
Il nostro incontro è stato
magico.Per un attimo ho creduto che
il tempo si fosse fermato e che tu
fossi ancora lì acconto a me.Ma
c'era solo lui, il mare.Cara mamma,
ho nostalgia di quel futuro che
putroppo non possiamo piu' vivere
Giada Galantino
Anni 35. Impiegata.
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Organizzato dal Comune di
Procida

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