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POESIE IN CONCORSO

Pubblichiamo in questa pagina, le poesie ammesse al concorso Finalmente Poesia, organizzato dal Comune di Procida e dal sito internet www.finalmente.it TEMA : NOSTALGIA DEL FUTURO

 

Il bando 2008

Invia la tua poesia.

 

 

 

LE POESIE

 

Nel mio blu

A volte vorrei oltrepassare l’orizzonte
andare al di là di quella linea di demarcazione
fra me e l’infinito.
Volare nel blu dell’immenso aere
e giocare con i miei pensieri
come se fossero piume
leggere piume.
La libertà nell’aria è l’appagamento
che i miei sensi anelano
più di ogni altra cosa
è il gioviale addio della razionalita`
che sempre mi accompagna
è lo scandito sussurrare dei frassini
che nel mio volo sfioro.
D’argento le nuvole le soffia il vento
e l’oceano sembra una serie di blu mattoni.
Mattoni del mio cuore
mattoni del destino
pezzi di cielo perduti cadendo.
Cedendo cadendo cedendo cadendo
ecco che anche io lo sto facendo
chi lo sa ora dove oltrepassando
l’orizzonte atterrerò
Per chi prima o poi lo farò
eh già lo so.
Troppo troppo mi acceca quel sole
adesso vedo sprazzi di bianco
fulmini anche se il ciel è sereno.
Carezze lontane mi chiamano
ma io no
no
non sono pronta.
Voglio ancora passare qua
attraverso la trasparente brezza
oltre l’amore e l’odio
che qui si uniscono in una carezza.

Alessandra Cofano

Anni 25. Studentessa
nata a Martina Franca (TA),il 23-04-83, vivo a Bologna e studio Astronomia

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Pensiero

Teneri pensieri di bambina
a cui sfuggiva la vita lentamente,
aspettando gli anni dorati, l'avvenire.
Dove siete andati,
sogni miei?

Fernanda Bonarelli

Anni 64. Maestra d'Inglese.

Nata a Buenos Aires, Argentina.

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Incertezza

Sono a casa e c’è ancora sole
Sul cuore un disagio persiste
La tranquillità cercata nella penna
L’inchiostro che aggredisce il foglio
Il senso di rabbia permane.

Come il ciclo di una ruota
Che non riesci a sgonfiare
Qualcosa che rimane dentro
Ma che con un sorriso puoi cacciare
Il sole è entrato nella stanza
Mia figlia canta sui libri
Capisco che sto vincendo !!!

Stefano Massini

Da un po' mi ritrovo a scrivere !
Apparentemente per il piacere degli altri che, leggono e poi...ridono, pensano, si commuovono...
ma io in realtà comprendo l'egoista che sono
perchè sono geloso delle loro sensazioni , delle loro risate, delle loro emozioni vorrei farle mie !!

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Futuri ricordi

Nell'adunarsi costante
di densi e futuri ricordi
vedo la calma dei vinti
odo la rabbia dei forti.
Leggere smagliature
agli orli di un paesaggio
di fantasia...
Aspetto il silenzio che tarda.
E la morte mi teme.

Ed Warner

Vivo a Crema. Da poco pubblico in rete cose scritte da sempre.

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Non sarà sbagliato

Venire in mezzo alla settimana
in un antico borgo chiuso e odioso
cedere ben disposto alla chiamata
di un fuoco che vuole essere acceso.

Superare le remore morali
concentrarsi su questo ardere giallo
impedirne la morte ore e ore
con piccoli spostamenti dei ceppi

che non muore, non muore, non muore
nonostante gli errori perdonabili
privi di conseguenze. A ogni rumore
domandarsi come sarà la notte

e figurarsela senza timore.
Baloccarsi a sentire le campane
e chiedersi per chi suonano i quarti
o rintoccano le ore o le mezz'ore.

E non farsi problemi a non capire
che lei non c'è e non si potrà stupire
del mio adesso disperso nel futuro.

E non decidere quando ritornare
e sentire che non sarà sbagliato
qualunque passo sceglierò di fare.


Giuseppe d'Onofrio

Medico universitario, scrittore.

Nato e vissuto a Roma, due figli ormai grandi. Ha recentemente pubblicato, tra l'altro, un libro versi (Prigioniero del nero), un romanzo-documento (Buon sangue non mente) e un trattato di Morfologia del sangue. Dirige il Servizio Trasfusionale di un grande policlinico romano ed è esperto di doping ematico.

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La terra di ieri 
Tra bianche pareti ingiallite dal dopo,
strappato è, lo scuro sipario.
Un raggio di luce si espanse in un prisma
dai mille colori.
Viaggiando sul treno del tempo,
arrivasti alla terra di ieri.
Altri volti, altre voci,
immagini dapprima confuse
assunsero forma in spazio e in tempo 
quasi intangibile. 
E', il suo ricordo, una tenera lacrima 
che scorre sulle gote della vita  
e, sfiorandola, socchiude la bocca
ad un dolce sorriso.

Emma Di Stefano

Nata a Brindisi. 
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Vita viva nostalgica nel futuro

Nostalgia ,dolce nostalgia,
Di un futuro ormai vicino,
Migliore, canterino, e giocarellone,
ambizioso , premuroso, di speranze.

Ove confido le mie conclusioni,
di giornate vibrose e noiose,
che accendono ricordi sofisticati e ansiosi,
che pungono meritate soluzioni;
Ove li pensieri soavi e più belli,
affollano la mia mente libellula;
ove quelli pigri li porgo al rogo,
l’ammucchio e li distruggo.
C’è uno scenario di relazioni immaginarie,
di complicità ineguagliabile di amoreggiamento,
di due sconosciuti che hanno voglia di impazzire,
sotto un cielo, rosso fuoco, colore sangue ardente.

E’ coraggio chiedere diritto di vivere,
in un futuro di cose concrete, verosimili,
strani sogni veritieri senza mascherine,
senza falsi pudori immaginari e ragionevoli.

Non è di torti che s’aspettano,
non è di pace che calpestano,
non è di vincere che si saziano,
ma di un Dio che sia con noi “ dentro”.

A questo c’è voglia pazza di pagare un prezzo,
uguale a chi è morto in croce nel perdono della salvezza,
a chi nel dubbio si velava il volto,
in un mondo incredulo e sofferente,
dove si parla, ci si racconta,
una storiella senza limite di tempo.

In queste coppe amare, a volte un po’ dolciastre,
si prepara la nostalgia del mio futuro assillante.
Sembra che Ascolta, vibra e si gela nel silenzio
Con semplicità provando ancora forti emozioni.
Si commuove vedendo un mondo che crolla , rotola,
si frantuma in un fuoco illusorio ardente e vivo.

Non può rassegnarsi a una promessa a lieto fine.
Non s’arrende, non vuole l’addio ,ma gioia alla vita?
In una fiamma che arde e non si spegne mai,
grida, grida con rabbia , amarezza e dolore,
verso chi comanda e detta legge,
a chi nella legge sonnecchia,
nella sorpresa della resa e del rassegnamento,
e nel rimpianto della giovinezza pulita, orgogliosa e serena.

Cerca di respirare con tristezza aria nuova,
nostalgica ormai libera di tutti attesa,
che uguali ci farà,
se qualcosa cambierà.

Umberto Manini

Procidano verace, compositore di canzoni, musica e parole, sempre presente ogni anno al concorso con poesie dettate dal cuore.

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La scatola dei sogni

Nostalgia
di mani nelle pozzanghere ad afferrare il sole,
di sere di giochi sui gradini delle scale,
di foglie a seccare tra le pagine di un diario,
di lacrime giovani tra il soffitto e le lenzuola.

Nostalgia
di un bacio nel cespuglio di un giardino,
di ginocchia sbucciate sui pattini a rotelle,
di una nonna con l'odore di zucchero e di rosa,
di un amore piccolo che allargava il cuore.

Nostalgia
di occhi semplici per colorare il mondo,
di labbra ingorde di marmellata e di risate,
di piedi a bagno nella terra umida e accogliente,
di corse a perdifiato tra i girasoli della fantasia.

Se mai ti avrò, bimbo mio,
potrò offrirti soltanto il futuro
e la mia scatola piena di sogni.
Li ho intrecciati uno ad uno
con corde di altalene e rampicanti sottili.
Di sera, con le ginocchia sotto il mento,
nella luce profumata di arancio e di promesse,
li sognavo sempre ad occhi aperti
e li infilavo tutti nei tasconi dell'anima.

Ecco perché se il futuro che ti porto
non sarà dolce come i tuoi occhi
avrai sempre la mia scatola dei sogni.
Lì, all'ombra di un albero che abbraccia,
con la voce suadente e lo spirito alato
saprò raccontarti la più bella favola del mondo.

Quella di Cavalier Amore che viene a salvare la sua
Principessa e di uno scrigno che, finalmente, si schiude.
Quel giorno avrai, nelle tue piccole mani, tutto il mio
regno e, per vestito, il mio speciale intreccio di perle.

Rosalba Riccobene

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Sempre più addentro....

Sempre più addentro....
Erano le cinque e la parete celeste,
nuda, senza capelli, di buon umore
scivolava come fiaccole sulle
rotaie finalmente arroventate.
Andavo verso casa sempre più
addentro nel divenire bambino,
sempre più disposto a nutrire
altri stati d’animo e veli silenziosi
di paesaggi. Verso casa, verso
la madre che mi trasse dal
fondo dell’anima,per proseguire
nelle strade bagnate improvvisamente
feconde, tristi sull’asfalto
vivente del mondo. L’alba
batteva sui campi, sui legni
ancora dormienti, ancora con
i denti senza parole ed io
sogghignavo comosso
perchè sentivo elevare
il respiro invecchiato
di quei mattoni,
affogati nel beato loro
divenire fanciullo
Andavo verso casa sempre
più addentro nel divenire
fanciullo, sempre con
l'abito modesto
di stoffe.
Le siepi asciutte rendevano
il cielo scorcio egoistico; con
mani belliche coprivano la
gola, dell’ultimo sprazzo
di verde, mentre il sole
si stiracchiava sulla brezza
celeste, per fare colazione.
Contemplavo insieme all’amore,
con lo sguardo negli occhi,
una grande cupa stanchezza.
Quel tetto caldo e ricco di carezze,
mi afferrava quando ero felice,
e infelice, adesso scivola sempre
più sulla riva delle mie gambe,
arena alla vista dei mie occhi,
quei pezzi indiscussi di sole,
aspettavano ch’io varcassi la
soglia, per inciampare in
quel luogo ch’ero bambino.
Le stoviglie scrostavano
il tempo, i muri a volto in
giù ,si libravano di bianco
all’improvviso, e tanti echi
di mano, poggiavano sul mio
folto corpo, un ricamato assoluto
silenzio. Intuivo gli squittii
e stridori del tempo, sono
a casa sempre più addentro
nell’essere uomo.

Ruggero Romano

Anni 26.

Nato a Ragusa, residente a Modica. Frequentante il corso di laurea in arti e scienze dello spettacolo, facoltà di scienze umanistiche,all’università la”Sapienza” di Roma.

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E.. sono foglia

Le ginestre ormai spente
davano lento profumo
nel mio corpo tradito
cellule impazzite fiorivano.

Si cura! una sola voce
e deserto nella mia mente
il paese caro pieno di voci
mai più nei miei occhi

il sentiero in primavera
i contorni foschi di alti monti
per me veloci dilegueranno
or sono foglia e tremo

Nostalgia di me del mio
esser tutt’uno col mare amico
dei giorni che aspettavo
mi venissero incontro pieni

Il futuro che invoco ora
con nostalgia perché svanito
e ancora enormemente io credo
ma sono foglia e cado.

Katia Salvi

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Ricordo

Mi sorridi dalla foto
e rispondi così al mio silenzioso richiamo.
Il nostro cammino si è interrotto,
in silenzio
hai portato con te
il progetto di invecchiare insieme
e tutti i nostri sogni.
Ora devo procedere da sola,
mi rimangono i ricordi
che cerco di mantenere
vivi nella memoria
che il tempo
tenta di sbiadire
perchi sarebbe come perderti
un'altra volta

Marisa Bosca Meistro

Anni 62. Impiegata.

Sono una "vecchia" signora.

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Nostalgica, mente.

Una lacrima,
che s’increspa sulla barba dura,
che si secca,
e si ossida nel dolore di una ruga.
Mi consolerà e mi torturerà questa ruga,
questo mio gesto
d’amore inespresso,
senza più prova d’essere stata emozione.
All’ottantesimo piano della vita,
solo,
dentro la scuola materna della fine.

Fabio Riccardi Chierico

Fabio Riccardi Chierico ha partecipato a numerosi concorsi nazionali ed internazionali di poesia, nei quali ha ricevuto lusinghieri consensi (“Il Borgognoni” – “Olympia città di Montegrotto Terme” – “Antica Badia di San Savino” – “Città di Monza” – ecc.). È presente in numerose antologie ed è autore delle seguenti pubblicazioni:- “16 Anni” edizione Montedit (anno 2006), libro premiato al concorso Antica Badia di San Savino. - “…colla basilico & cedro” Otma edizioni (anno 2007)raccolta delle opere più significative dai 16 ai 18 anni. Pavese di origine ha pubblicato opere in vernacolo napoletano e siciliano, e opere in inglese.Amante dei grandi poeti che hanno fatto della poesia un’arte si è spesso cimentato nella libera traduzione dei classici latini e greci dando loro nuova linfa giovanile.Nel 2007 ha completato gli studi Classici e si è iscritto al primo anno di Giurisprudenza all’Università di Pavia.

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La Favola della Realtà

Nel cuore di una notte
mi portò con sè
un senso strano
di solitudine.
Forse nostalgia,
rabbia o malinconia
per il futuro, il presente,
per tutto oppure niente.

Ad un tratto, mi sembrò,
la Luna parlò
e come per incanto
la favola cominciò

E la mia anima si innamorò
di un principe che pace a tutti assicurò,
e impavido lottava contro la disonestà,
la ricchezza, l'odio e la volgarità

Poi la mente volò
ed il cuore esultò,
emozioni e desideri
rendevan liberi i miei pensieri.
La speranza riempiva
la vita che correva
e la mia malinconia
faceva spazio alla fantasia.

Mentre la Luna andava via
lasciando al Sole la sua scia
e la favola ed il gioco
svanivano a poco a poco.

Stregato dall'ipocrisia il principe cascò
e in trappola l'ingrato popolo lo trascinò,
ma io credevo giuro nella sua onestà
ed il suo nome ormai suonava come libertà.

Poi il sole mi sfiorò
e un nuovo giorno arrivò.
Il mondo era lo stesso,
indebolito dal progresso
che uccide la poesia,
limita la fantasia.

Ma un pensiero a quella notte
e qualcosa va cambiato:
il confine tra realtà e sogno
andrebbe avvicinato.

Alessia D'Alessandro

Anni 28. Studentessa di ingegneria.

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Unica speranza

Splende la vita
della natura
di semplicità,
di castità,
mentre la nostra
è offuscata dai vizi.
Unica speranza
è recuperare
quel bagliore negli occhi
che abbiamo tutti
finchè siamo bambini,
quell'innocenza
che soffia sulle bolle di sapone,
che fa volare in alto un aquilone.

Rossella Maria Luisa Bartolucci

Anni 50. PROFESSORESSA DI ITALIANO E LATINO NEL LICEO CLASSICO



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Via

Fuggire, fuggire adesso
dalle cloache
del tempo arrangiato'
'sbranato da fauci
sbavate di stelle!

Marco Donnini

Anni 43. Funzionario Pubblico.

1998- Pubblicazione raccolta di Poesie "TRACCE" Maremmi editore- Firenze Libri.
2001-2004- componimento di vari soggetti cinematografici.
2007-2008 nuovo soggetto in fase di lavorazione.

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Senza Paura

Oltre, le più spaventose nubi di paura,
dove domina un coraggio di cartapesta,
come deboli piogge primaverili,
soffia tempestoso l'alito del vento.
Attraverso le notti,
degne mogli del giorno,
vedrai oscillare il più lieve degli spasmi,
come un viaggio senza ritorno,
la vita,
lama di ferro,
dolce saetta nel cielo del tempo,
contento, sentiti parte di un volo.
L'unico padrone del timone,
è un sogno,
la speranza di avere
la forza di non mollare,
deve andare oltre
il progettare un faro su uno scoglio.
Poche pietre faranno di te una montagna,
alta oltre ogni cima,
fa che tutti s'inchinino,
nel solo,
non saper resistere
allo splendore della tua ombra.
Digrigna ogni dente tu possa digrignare,
squarcia il petto di un demone giocondo,
delle tue indecisioni,
e dei tuoi sbalzi termici,
provaci,
dovesse costarti l'infinito o anche il nulla.
Nuda coltre di silenzio,
come la schiena di un delfino,
tersa di gocce di speranza,
lotta, stupido bambino,
devi crescere, oltre un gioco tediante,
ammaliante, devi solo volere,
senza paura.

Salvatore Siciliano

Anni 23. Studente.

Provo a comporre poesia dall'età di 5 anni, la prima poesia che composi, fu ascoltando le note di "Antarctica" di Vangelis...meravigliosa!

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Principessa triste

C'era una volta
una principessa triste e buona
lei credeva in un mondo vero
e giusto
ma dopo un po di tempo si ricrede
delusa fugge via
lontano da tutto e si
isola in un mondo tutto suo
ma in qel mondo
fatto di solitudine un giorno lei si
ammala di tristezza
e un giorno muore di crepacuore

Rosaria De Pasquale

Anni 46. Casalinga.

Ciao mi chiamo sara sono una persona molto
sensibile e buona ma la vita mi ha fatto soffrire tanto mi piace scrivere e ascoltare musica nelle mie poesie descrivo le parole e le mie emozioni.

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Cos'è la nostalgia...

Guardo lontano fissando l'orizzonte
lascio socchiudere gli occhi
e parto per un lungo viaggio.
Vedo correre l'innocenza,
sorridere la vita,
saltare l'allegria..
L'amore abbraccia l'odio,
la paura la verità..
Vola la speranza,
arde la passione..
Sento le campane,
un coro unisono
di anime uniti per la pace...
Apro gli occhi dolcemente,
tornando alla realtà..
sorrido malinconica...
Sognando un futuro che non c'è.

Emanuela Costanza

Anni 26. Impiegata.

Nessuna nota autobiografica, semplicemente me stessa.

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Il biglietto di Pandora

C'è questo biglietto chiuso
in una busta bianca, ormai
da anni, chiuso.
C'è scritta tutta la mia esperienza,
ed è la vita che manca,
il giorno in più,
quello in cui tutto cambia,

non è ciò che ho visto
che fa di me un uomo.

Luca Giovanni Pappalardo

Anni 30. Bibliotecario

Nato a Catania, residente a Bologna da 11 anni, laureato in Dams teatro, regista teatrale, ex docente di Iconografia Teatrale presso l'università di Bologna,
ricercatore in studi teatrali.

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Ruggine

Spiai la morte, lontanamente.
Dio quanto era bella.

Luca Liberti

Anni 27. Studente/lavoratore.

Commenti: Beh che dire di me?...
La mia è una vita piuttosto semplice e come tutte le cose semplici nasconde un'infinità di esperienze di sensazioni, di situazioni e di piccoli grandi processi
di formazione e crescita ben più intensi e profondi di quanto possa apparire...
Per farla breve, posso comunque dire che nasco a Battipaglia il 13/03/81, in un periodo piuttosto difficile per questa cittadina: faide tra clan di associazioni criminali rivali e un bel po' di arzilli tossicomani che scorrazzavano allegri per le
vie cittadine, la facevano da padrone in quel periodo.
Tutto sommato però, cresco abbastanza sano e integro e resto a vivere a Battipaglia fino al 2006, lavorando per una azienda impiegata nel ramo delle fibre ottiche (per circa 5 anni). Intanto mi diplomo in chimica all' I.T.I.S. Basilio Focaccia (col minimo dei voti).
Poi, ironicamente e paradossalmente, proprio mentre Battipaglia inizia a vivere un suo periodo di rigogliosa ascesa e veemente fertilità, io scappo da lei...mi licenzio dall'azienda in cui lavoravo, noncurante delle mille sirene tentatrici che mi consigliavano(o forse sarebbe meglio 'mi intimavano') di non lasciarmi sfuggire quell'ambitissimo 'posto fisso' e mi iscrivo alla facoltà di scienze motorie (una delle mie grandi passioni h lo sport) di Potenza.
Attualmente sono alla conclusione del secondo anno e (chi lo avrebbe mai detto?) in regola con gli esami!!!
Per quel che riguarda il vostro concorso, lo scopro casualmente vagando su internet.
Mi ci imbatto, attrae la mia attenzione, mi incuriosisce...e decido di mandare il mio
testo.
Premetto che è il secondo concorso a cui prendo parte (l'altro concorso a cui ho partecipato, per altro con esito vincente, è stato il "II Premio Internazionale di Poesia di verso in verso"nella provincia di Teramo) ed è una delle rare volte, salvo
una cerchia strettissima di persone che mi son vicine, che qualcuno legge le mie poesie.
Beh cos' altro dire???
Ah si sono fidanzato da due anni con Bianca e ho un fisico esagerato!
Ovviamente è una battuta (anche se il fisico esagerato ce l' ho sul serio!)

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Rotola, questo mio ricordo

Rotola, questo mio ricordo
e non si stanca mai.
Lo vedo lì, nella brughiera
e poi fin su, fra ghiaccio e neve.

Rotola, questo mio ricordo,
animato da lungo respiro.
Si immerge fra spighe di grano,
risalendo scoscese rive.

" Voglio vivere, amare e soffrire,
sognando come in favole mai lette
e attendere il risveglio, la mattina,
finchè una mattina più non ci sarà "

Rotola, questo mio ricordo,
scavalcando nude colline.
Ogni buca mozza il respiro,
ma mai abbastanza, ancora lui andrà.

Rotola, questo mio ricordo,
mai avvinghiato alla stessa zolla.
Lo vedo sparire, ll all' orizzonte,
assieme al sole e all' umanità.

" Voglio vivere, amare e soffrire,
sognando come in favole mai lette
e attendere il risveglio, la mattina,
finchè una mattina più non ci sarà "


Diego Baronchelli

Anni 23. In fervido lavoro.

Nella mia vita ho preso e lasciato ogni cosa, ma di due non potrò mai liberarmi: la prima è il piacere di scrivere, la seconda è la donna che amo.

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Lo sconosciuto

Viaggiavo tranquilla lungo
il sentiero di un bosco,
era quasi notte ,ero sola
ma non avevo paura.
Sapevo che prima o poi
avrei trovato l'uscita.

Ma improvvisamente
uno sconosciuto dai modi
gentili mi venne
incontro , e sorridendomi
mi prese per mano.

Mi indicò una strada diversa
da quella che stavo
intraprendendo io.

Era una sentiero pieno
di prati profumati,
di dolci frutti,
di acque limpide.

Tutto era sereno e tranquillo,
ma improvvisamente un uragano
si abbattè su di noi.

Lo sconosciuto spaventato
lasciò la mia mano e si tenne
stretto al ramo di un albero.

Lasciando me in balia dell'uragano
che violentemente mi trascinò via,
per abbandonarmi nel deserto del
perchè!

Patrizia Bonasera

Anni 42. Infermiera.

Scrivo da quando avevo 11 anni , ma solo quando sento di avere qualcosa da dire!!!!!!

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Era il futuro

Erano gemme
folli di luci.
Le spargevo prodiga
su strade di diamante
e senza fine,
a immaginate mete
paesi ignoti.
Tesori
e tesori.
Corone e medaglie
attendevano
oscurate appena
dall'ombre delle sere,
celate a volte
da notti senza luna.
Ma
era subito alba
sulla via, e
non mancava il respiro
camminando, cantando,
salendo, scendendo, correndo;
lo zaino
si empiva poco a poco:
provviste di esperienza,
borracce di amicizia
e sassi
ed erbe magiche.
Ora porte pesanti sbarrano
tante di quelle strade,
e l'orizzonte
è sempre più vicino.
Ora,
se guardo indietro,
lo vedo
sulle vie della memoria:
era il futuro.

Federica Mormando

Anni 60. Psichiatra,giornalista, docente a contratto.

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Il mio futuro è domani

Il mio futuro è domani
o qualche giorno di più.
Chissà se i ghiacci si scioglieranno
come scommette l'effetto serra
O se il mio cuore rimarrà imbalsamato
come sempre è stato.
In ogni caso oggi è sciolto come un cane randagio
come un corpo a mollo
In ogni caso cola a picco
come il Titanic
tra feste e champagne di fine anno
della fine di un anno millenario.

Maree Trevisi

Anni 49. Non occupata.

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Per tornare all'origine

lì poggia, fra rocce instabili
al limite della frana
nel pietrisco scosceso che nasconde
le vipere nel sole
fatica come un mulo immobile
piantato sul sentiero, fatica
per non muovere
e s'inoltra anno dopo anno
generazione dopo generazione
per tornare allorigine
la radice nostra strappata alla terra
da tempo immemore

GianPiero Casagrande

Anni 41. Direttore Biblioteca.

Torinese residente a Saluzzo, attualmente direttore della Biblioteca civica di Pinerolo (TO), ha pubblicato 3 volumi di poesia: Del gabbiano e del larice nel
2002; La dismisura nel 2005; Rivoluzione. L'immissione unica nella natura nel 2008.


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L'Alba del giorno che verrà.

Con l'arma nobile e fine del linguaggio,
fermiamo il tempo ed eleviamo il rango
di questa attesa che si tramuta in sogno.

Col desiderio e con la fantasia, immaginiamo,
seppur per un momento,
che questa vita assuma quel lignaggio
che l'uomo giusto anela nel suo cuore.

E' la speranza che guida queste rime,
che già domani, quando si leva il sole,
un'altra vita si possa respirare.

Un mondo nuovo si affaccia in quel confine
che ci separa da ciò che ormai è stato.
Un mondo giusto in cui la nostalgia tenga sospeso
in noi quel sentimento di immaginare,
con grande commozione,
che amore, gioia, libertà e speranza
siano presenti e lascino vedere
ciò che vorremmo per sempre ricordare.

Così nell'alba di questo nuovo giorno,
fermando il tempo che ha ancora da venire,
forse noi tutti possiamo intravedere
quel sentimento che ci consola il cuore.

Walter Sicbaldi

Impiegato Ente Locale Provincia di Savona.

Anche quest'anno brevi note sulla sensazione immediata di una sera d'estate.

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Orizzonte in attesa

Solo un passo
davanti all'altro.
Si sciolgono sotto fiordi
di nuvole
le mie intenzioni
e al trasparire dell'ultima
colata
il sorriso che immagino abitare l'isola
mi avrà trovata.

Alessia Bersano

Anni 29. Collaboratore editoriale

Un mio amico una volta scrisse: 'Al momento non mi viene niente. Scrivo, ecco tutto'. Io aggiungo: in mezzo a tutto il resto.

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A venti passi da Dio

Io
A venti passi da Dio.
Monotona attesa di un divenire incessante,
alleggerisci gli spasmi di chi resta fermo
e vede cose in movimento allontanarsi.
Carta straccia
di opere e frasi dette
di fatiche e giochi fatti.

Ora
a venti passi da Dio,
l’ultimo incontro.
Io corpo,
io anima
soli in me sola.
Arti immobili,
pensieri statici,
verso quella fine che chiamano inizio.

Qui
a venti passi da Dio,
è luce
sull’insignificante accumularsi di giorni vissuti.
È attesa
di conoscenza
per l’identità spirito.
E’amore,
per tutto ciò che resta.
È paura
nella prorompente disperazione di un respiro pacato.

Sto
a venti passi da Dio.
Inutili parole di dolore
a chi si è dato alla sofferenza.
a chi ha pagato senza dare ordini
a chi è stato uomo prima di essere Figlio.
Senza una giustizia.
Senza una salvezza.

Tu,
a venti passi da me,
avvicinati.

Federica Andolfi

Collaboratrice del “Il Resto del Carlino”, redazione
Ascoli P. Collaborazione con settimanale on-line (http://www.ccsnews.it). finalista seconda edizione del PREMIO NAZIONALE DI FILOSOFIA “Le figure del pensiero”- sezione aforismi/ossimori ; autrice di componimenti poetici pubblicati.

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Una vita

Ho salito
La strada
Impervia
Che non
Conosce fine,
in mezzo
alle speranze
dei giorni
che piangono
piume.

Ho percorso
Le mille scale
Che mi hanno
Visto bambino
mentre
la notte
raccoglieva
silenzio.

Ho aperto
Le infinite
Porte di
Questa vita.

Ho contato
I momenti
Come fossero
Destini.

Sotto
Gli occhi
Della solitudine,
ho capito
l’amore.

Diego Di Dio

Anni 23 anni. Studente universitario.

Da sempre coltivo la passione per la lettura e per la scrittura. Studio legge alla Federico II di Napoli ma, al contempo, mi ritaglio i miei piccoli spazi per coltivare il mio interesse letterario: cerco di leggere quanto più è possibile. Amo i classici della letteratura, i noir, i thriller, i gialli, i libri di fantascienza e le saghe fantasy, i libri d'avventura e i romanzi storici, amo la poesia di ogni tempo, in particolar modo l'ermetismo. Accanto a quella strettamente letteraria, coltivo la passione più profana per il fumetto e per i supereroi della Marvel e della Dc Comics. Inoltre, nei limiti del possibile, scrivo poesie, racconti brevi, racconti lunghi, romanzi e testi di canzoni. E' la terza volta che partecipo al concorso Finalmente Poesia perchè ritengo che sia un'ottima occasione per sollevare, o quanto meno stimolare, il livello culturale dell'isola, e per dare voce ai pensieri silenziosi di poeti e scrittori nostrani.

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A domani

Quello che non dissi e non feci
scapparono dalle mie mani,
in nubi squarciate da temporali
di giovani emozioni fulmini.
Ora, qui, il cammino della vita
è approdato ad acqua limpida
e quel che non dissi esplode a lingua arguta
e quel che non feci si presenta avido di meta ardita.
Il futuro è oggi, senza correre
con fulmini verso il domani,
solo il presente gioire
e di fatica costruire
è nel futuro del mio tempo.
La nostalgia del presente
equivale a futuro
costruito solo con le ali
del mio mestiere di uomo, domani.
Quel che sarà e saremo
già lo sappiamo,
solo la fantasia ed il conosciuto duro
possono avere nostalgia del futuro.

Sergio Aureli

Anni 47. Impiegato.

Scrive da sempre ma solo nell'ultimo anno ha iniziato a pubblicare i propri scritti partecipando a vari concorsi dei quali si elencano solo alcuni: finalista nel premio "Marguerite Yourcenar 2007", finalista nel premio "Jacques Prèvert 2008", finalista nel premio "Il Club degli Autori 2007-2008". Ha pubblicato la sua prima raccolta di poesie con la Casa Editrice "Il Filo"
nel giugno 2008 dal titolo "Pasta all'ovo e charafè- Viaggio all'interno di una vita"

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Sarà

E' la rabbia a dominare,
sarà la speranza a prevalere,
E'il buio ad illuminare,
sarà la luce a cantare.
E'il triste ricordo a martellare,
sarà il nuovo a germogliare
E'il giorno a tradire,
sarà la notte a consolare.
E'la storia a mentire,
sarà l'uomo a progettare.
E'la mente a confondere,
sarà il cuore a diffondere.

Sarà la bellezza a svegliarsi,
è l'osceno a mostrarsi,
Sarà il treno a partire,
è la rotaia a deperire.
Sarà il vento a rinfrescare,
è il calore a distruggere.
Sarà la vecchiaia a migliorare,
è la giovinezza a regredire.
Sarà la vittoria ad emozionare,
è la sconfitta a sfuggire.
Sarà la libertà a gioire,
è la catena a stroncare.

sarà, per trionfare,
è, per arrivare.
Verrà e svanisce già.

Carmen Cilibrizzi

Anni 22. Studentessa.

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Chissà domani...

Chissà se il vento spargerà salici
o mandorli sui miei pensieri.
Chissà se il tempo troverà cadaveri
o sogni negli armadi della mente.
Chissà se un raggio di sole scalderà anime appassionate
o brucerà aridi deserti appassiti d'amore.
Chissà se un giorno incontrerò le tue labbra
sul lungo viale della vita...

Enrico Danna

Anni 37. Consulente assicurativo.

Scrittore di poesie da circa 8 anni. Finalista in diversi concorsi di poesie, sto ancora cercando di vincerne uno. Va bene che l'importante è partecipare, però....


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Vivere

Non si può ingannare l'anima,
ogni mancata verità raccontata
di falso fino al cuore risuona
come musica dalle note stonate.
Non si può assediare la mente,
ogni pensiero a te distante
continuerà ad illuderti di pesante speranza
fino a credere nell'impossibile.
Certa è un'emozione dell'attimo,
quell'attimo in cui foglia sarai
e il vento con se ti trascinerà
vivendo un'emozione passata ormai.
Certa è la bellezza dell'essere
Quell'essere così semplicemente te
E ti rende parte del mondo
Che ti rapisce e assembla a sè.
Invadente si presenta un'ambizione
La quale ti spinge a cercare il tempo passato
Assurda si manifesta la condizione
Creata in te per evadere da un futuro già vissuto.

Bernard Anemola

Anni 17. Studente.

Sono uno studente con la passione di scrivere lo faccio con piacere e mi aiuta molto ad accettare la vita. Vivo per la musica infatti scrivo testi di canzoni e ballo, ma tra qualche anno mi piacerebbe scrivere un romanzo autobiografico sulla mia vita.

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La mia notte

Son qui accasciata alla mia finestra
e penso a te
non come una ragazza ma come amica.
tu per me sei come la poesia per Leopardi,
la sua più grande compagna.
E adesso son ancora qui alla mia finestra
sperando che un serafino venga da me a darmi la lieta novela,
la tua guarigione
ma non è così.
Vedendo il cielo scorgo subito delle nuvole ma niente serafini.

Mentre guardo il cielo serale
piangendo e sperando il mio cuore mi conforta,
ma la mia mente lo contraddice,
e non so a chi credere.
so solamente che ti rivedrò

mentre guardo il cielo stellato
la notte si fa sempre più buia come il mio stato d'animo,
ma dopo la notte c'e la luce dell'alba
e io adesso sono sicura che l'alba sta per sorgere.

mentre guardo il cielo sempre più chiaro
penso a quello che provo per te,
un romanzo non basterebbe per contenere tutta la nostra amicizia...
ma una poesia forse si.

adesso la poesia è finita ma la nostra amicizia continua..............

Andrea Soccini

Anni 14, Studente.

Questa poesia è dedicata ad una ragazza ricoverata in ospedale.


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A.S.

Il cielo è sapido di stelle
stanotte,
si tinge di tempera blu
incorniciato dall'eco vociante
della valle.
Il cielo è laggiù,
si stende tra le stelle,
intriso di neon e luci feroci,
che lacerano
quadri monocromi
di solitudine.

Angela Marchi

Anni 42.

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Dies Natalis

E
viene la notte.
Muta di luce.
A ridestar pensieri
nell'ora tarda del non sapere,
col risuonare a botte
parole
dagli echi stanchi.
Caverne gli occhi,
di cielo vuoti.
Ma
farsi cielo, e farsi madre.
E parlare
oggi
la lingua delle piante mute.

Francesca Bertolini

Anni 29. Segretaria.

Nata a Padova il 25 maggio 1979 da Carla e Armando.
Figlia di genitori separati. Vivo a Milano dal 1983.
Nel 1999-2000 conseguo il diploma all'istituto Sociopsicopedagogico Virgilio di Milano.
Da sempre amante dell'arte in ogni sua espressione.
Appassionata della musica e del canto.
Scopro l'amore per la lettura e la scrittura in età molto giovane. I primi brani risalgono al 1993.
Un'adolescenza difficile e un rapporto complesso con mia madre mi avvicina alla scrittura, nella quale trovo conforto e sfogo.

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La sposa

Deposta In una tomba di vetro con vista
Seppellita in una caverna
Correndo cieca in un labirinto
Circolante come un frammento di patchwork in un puzzle di cartone
Sommersa da una babele
Sempre più alta e stratificata
Allettante la torta del mondo
Piccolo striminzito io
che urla in silenzio
dalla torre degli scacchi che si infrangono sordi.
Pedina mossa più lentamente della tartaruga millenaria.
La nostalgia di un gioco serio nella vita
La nostalgia di non aver preso parte alle scommesse del futuro,
di non aver avuto un piccolo ritaglio, una fetta
Si mescola a quella di non aver vissuto
le premesse che costituiscono il passato
e che si chiamano con un eufemismo
le occasioni mancate
La lontananza alimenta e poi uccide
qualsiasi nostalgia.
Ne rimane lo strascico come quello della sposa
che non ha raggiunto in tempo l'altare.

Paola Annunziata

Anni 41. Operaia.

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Occhi velati

Cerco in quegli occhi ora velati,
lo sguardo dolce e trasognato
che da ragazza innamorata,
al tuo primo amore hai donato.
Ora Donna tu sei diventata,
e un velo di tristezza in esso appare,
lasciato dall'orma della vita, che tenera con Te, no...non è stata.
Oh! mia cara amica, per Te io prego,
che quel velo voglia il tempo sollevare
e ridonar la gioia che ti ha tolto,
non una...ma mille volte tanto,
che quello sguardo dolce e trasognato,
ritorni a illuminare il tuo dolce volto.

Giulio Izzo

Anni 53 - Impiegato.

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Nuvola (a mia madre)

Nuvola,
soffice e bianca nuvola,
candida e dolce come colei,
rimasta solo nel mio pensier.
Si, tu sola puoi sentir,
quel che ho da dirti,
non sparire nel gorgo nero
per poi cadere giù

Nuvola,
se pioggia tu non sarai,
forse almeno ti rivedrò,
e il mio pensiero andrà da lei.
Si, io le accarezzerò,
il viso e i suoi capelli,
con la dolcezza e tenerezza
che non le ho dato mai

Nuvola,
d'altri tempi sei,
se nel mio sogno
rivedo il mio passato,
con gli occhi di un bambino
vicino al suo tesoro,
mano nella mano, Perchi

Nuvola,
ti porti via tutto nuvola,
con la tua nebbia che scende giù,
prenditi i sogni e i pensieri miei,
ma quando tornerai,
ricordati di me.
Quello che mi hai preso,
mostramelo ancor
o prendimi con te.

Massimo Marinaro

Anni 50. Musicista.

Appassionato di musica e testi, pittura, scultura, letteratura, storia, arti visive ecc.
Il mio componimento a prima vista pur sembrare che abbia poco a che fare con il tema in concorso, ma leggendo le ultime righe, forse traspare qualcosa di più della semplice nostalgia. L'amore di un figlio per la madre scomparsa h quasi correlato ad una accelerazione del tempo, tanta è la nostalgia di quella cara persona.

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Nostalgia del mio futuro

Vago ricordo, ricordo sbiadito..di un futuro soave..
pezzi di storia attaccati, non incastrabili...pellicola in scorrimento.. clips..
scene sfocate nella macchina del tempo..
dove sei?
Spremo le meningi nel vano tentativo di vederlo... devo riuscirci..
Sforzo immondo .. penombre indefinite e scene svariate che si rincorrono nel
tentativo di esser scelte.. Cervello in fibrillazione..
Demordo.
Lì su.. Signore e positiva energia dell'universo...luce infinita.. fruscii delle
foglie e fresco verde, aria pulita e luoghi candidi.. uniche speranze di aiuto.
Desiderio impellente di rivedere chiaramente il mio futuro..
E così.. voragini di adrenalina,felicità di edificazione idilliaca ed operatività
stimolante per raggiungere quel nitido disegno rincorrendo le bufere più impervie..
.costruito stupendo futuro..

Luisa Mazzei

Anni 32. Avvocato.

Sono ormai un'assidua frequentatrice di questo concorso. Purtroppo non ho mai avuto il piacere di vincere.. ancora.. Ma non mi arrendo!!
Appassionata scrittrice da anni (varie poesie e racconti pubblicati), ho il titolo di avvocato e mediatrice familiare (oltre svariati altri interessi)pur attualmente essendo impiegata in banca.

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Vita

Il vento pettina spighe
dorate, mentre il tempo
Si ferma ad ascoltare
mio dolce tormento

Senza voltarmi, scruto
L'orizzonte, intanto s'alza l'alba
Nella bruma leggera

Resto ad ascoltare cos'ha da
Dirmi la pioggia, che batte
Leggera nei miei silenzi

Ciarlano le foglie gialle
Sotto i miei passi
E il mattino si colora

Il profumo del pane,
Una trottola pregna di sogni,
una strada bianca da inventare
un manuale di rimpianti avviluppato nel
mistero della vita

Se solo potessi,
ti vorrei prigioniera
vita,
invece scivoli come seta al vento
tra le mie mani.

E guardo da questo ponte
Spume d'onda, dissetare
Chimere lontane..

Fabiola Ballini

Anni 39. Impiegata.

Sono mamma di 3 bimbi, nel 2006 ho pubblicato la mia prima opera dal titolo "E' amore" - Ed. Bonaccorso

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The way to Nowhere

Dove sei libertà lontana?
Cuore d'oro e filigrana
che hai il sapore del sangue
e l'amaro delle lacrime
Dove sei strada sgombra
sulla qualle dirigere i miei passi?
Sei avvolta nella nebbia
sei nascosta dietro nuvole basse
di vecchiaia e stanchezza
Mi chiedevo dov'era la voglia
di salire e raggiungerti
e trattengo il respiro
prima di gettarmi in mezzo ai lupi
Accanto a te scorre il mio sentiero
di sogno e ti percorro
trasportato dalle ancore
che mi tengono in vita
la mia guerra non è mai iniziata
ho combattuto solo per non finire
contro le roccie e gli scogli
e innanzi a te purpurea strada nascosta
io mi fermo e ti percorro
voltandoti le spalle

Stefano Begalli

Anni 20. Studente.

Sono un ragazzo di Como, diplomato in Ragioneria, ora sto frequentando giurisprudenza all'università degli studi di Como (anche se lascerò gli studi)

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Luoghi incantati nella tua mente

Quando il vento soffia dolcemente
Senti dentro il freddo
che pur gelarti l'anima

Ed in quelle giornate cosi tristi nella tua mente
La vita ti sembra una lotta continua
In cui devi superare gli ostacoli
sotto il segno del tuo vivere

Così la mente vaga dolcemente
Nel cammino della tua immaginazione
E nel profondo del tuo inconscio
Si nascondono i tuoi sogni
che lentamente emergono
grazie a quei dolci pensieri

A volte però la vita
ti appare e svanisce nel nulla
Seguendo ogni giorno
orizzonti molto lontani
In un luogo sempre più buio perdendosi dentro di te

E sale l'angoscia
che ti divora l'anima
E che quei dolci pensieri annulla

D'un tratto però
ieri sembra non essere mai esistito
Sei convinto
di aver superato quel muro
In cui si celava
la tua pietra del destino

Ma quella pietra
non potrai mai averla
Anche se dentro
senti di poter cambiare tutto

Ricordati
sono proprio i desideri più profondi
Che ti permettono
di evadere dalla realtà
Realizzando
quello che il tuo cuore vuole
E quello che la tua mente immagina

I tuoi sogni
ti permettono di crescere dentro
E di inseguire
un traguardo che ti aiuta a vivere

In tal modo riesci a capire
Quanto sia importante
ogni singolo momento
Fino a porre fine al tuo tormento

Cosi quel fuoco che senti dentro
Sempre brucerà
per il resto della tua vita
Neanche il vento riuscirà
A cambiare la tua realtà.

Enrico Antonazzo

Anni 23. Studente universitario.

Laureando in scienze giuridiche internazionali e comunitarie nell'Università del Salento. Scrive e compone canzoni, versi e poesie, canta e suona
le tastiere. Oltre la musica, quotidianamente scrive articoli e commenti qua e là nel web e sul sito Novis Rebus Studeo, che gestisce personalmente. Collabora con alcune riviste online di testate importanti legate all'attualità e al diritto. Collabora mensilmente con case discografiche indipendenti come critico musicale eseguendo recensioni su basi musicali e spartiti, suona e canta nel gruppo "Orizzonti Sonori" con il quale si esibisce nei locali della provincia.
Il suo obiettivo, tramite i versi delle sue canzoni e delle sue poesie, è quello di trasmettere un messaggio profondo, trascinato sulle note musicali.
Nei suoi versi, c'è sempre qualcosa di concreto e di profondo dietro, niente è mai lasciato al caso, tutto ha un senso, non si deve mai dare nulla per scontato per chi ogni singola parola pur avere un significato importante da interpretare.

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La Notte
il Poeta Maledetto

Il lampione,
calato nel bel mezzo della notte,
accende la speranza,
che si levi il pensiero di morte.
Perchi la notte mi trascina via,
lontano da ogni pensiero e da ogni dubbio.
Mi nasconde dalla falsità del mondo,
questa oscurità,
e questa luce che si consuma lentamente,
la luce della ragione,
che si spegne in questa nuova notte.
Il canto del silenzio incute terrore,
ma infine con le sue sagge parole difende,
anche chi non merita niente.
La notte quindi h questo,
il rifugio di tutti,
anche dei più forti, anche dei più duri.
La notte è la culla,
la Dea protettrice della paura,
dalla paura che possa esistere,
qualcosa di ancora più buio e nero.
Così che le ombre della notte,
non possano prendere più vita,
dopo il tramonto del sole.

Guido Vaccarini

Anni 16. Studente alle superiori.

Sono nato a torino il 27/01/92 frequento sempre a torino il terzo anno di liceo linguistico.

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Destino bizzarro

Credo in un destino bizzarro:
Ti prende e ti lascia andare
Ti gira e ti rigira,
Ti trovi a gambe all'aria
e poi di nuovo a terra.
Riesci a contare
i passi che hai fatto
ma non vedi dove sei diretto.
Ti tiene legato ad un filo
che puoi chiamare
Speranza, Fede, Amore
Chiamalo come vuoi,
ma non lascialo andare
h tutto ciò che ti appartiene,
che ti rende ricco
in questa pazza giostra.

Chiara Maria Autunno

Anni 30. Studentessa e mamma.

Dopo alcuni anni passati in Inghilterra, ho fatto di Arona (NO) la mia residenza permanente.

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La nostra presa di coscienza

Corri e non pensi, comprimi i tuoi sensi
che ti fanno distrarre e dal vaneggiare sì attrarre
ma ciò ti rallenta e quindi poco ti tenta.
La vita scorre veloce e tu abbassi la voce.
E pensar che era Oro una volta l'Alloro
ma oggi è nel tempo che si cela l'esempio di questa vita banale con un triste
finale.
Non ti esprimi e comprimi i tuoi sensi sublimi
che ti rendon diverso e parte dell'Universo
ma non quello superficiale che ti impone di vaneggiare
ma quello scrigno d'amore che racchiudi nel cuore.
Tu che odo cantare col tuo dolce vociare, mi ricordi di amare.
Non lo coglie lo stolto questo fiorente raccolto
ma vede nel tuo vociare un fastidio da celare.
C'è chi vuole riposare o chi ancora litigare ed il tuo canto via spazzare.
Io non posso più pensare che per molti ormai l'amore è una palla da parare.
E' paura o solo orgoglio? Non so dirti ma uno scoglio, di sicuro, pone un muro, sul
presente ed il futuro.
Basta poco a spolverare questi cuori ed ammirare che li sotto non è vuoto ma soltanto
un poco fioco nel suo batter rallentato ma ora ritrovato, questo cuore un po'
affannato.
Era spessa quella coltre che faceva andare oltre alle cose della vita che rimettono
in gioco la partita.
Questo serva come esempio a chi chiude dentro un tempio e non fa più respirare il suo
istinto che è di amare.
Apri gli occhi ed odi il dono e non temere ti perdono, meglio tardi che mai più, ora
il dono cel'hai tu.


LA NOSTALGIA DEL FUTURO E' CAUSATA DALLA MANCANZA DI CAPACITA'DI VIVERE IL PRESENTE
CHE SARA' IL FUTURO.

Roberta Manto

Studentessa.

Ragazza dall animo nobile e molto sensibile che ama scrivere e comunicare  con la gente.

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Sarà di nuovo estate

Quando il mare increspato
di scaglie scintillanti
si aprirà al mio sguardo desolato
e l'ansito calmo della marea
batterà il ritmo ai miei polsi
sarà di nuovo estate
una stagione che sanguini meno
del rosso dei suoi tramonti dolorosi
dove il respiro si apra
liberato dal pianto
Avrò perduto ancora, sarò stata
sconfitta un'altra volta

Ma il mare mi appartiene
dall'inizio del mondo
mi trattiene alla vita
con una rampa al cielo

Sarà di nuovo estate
l'estate avrà i tuoi occhi dolorosi
nell'azzurro del cielo all'infinito
sopra le alte querce
nella radura al monte
L'azzurro bianco languido di neve
di quello che ne resta
sulle montagne amate
sulla Kopaierspitze
nell'aria frizzantina
tra fiori sconosciuti

C'è una montagna nuova.
Ed un antico amore

Vanna Valentini

Anni 58. Funzionaria.

Finalista al concorso di Procida nel 2006, ha all'attivo premi, segnalazioni e pubblicazioni in antologie. Scrive poesie da quando era al ginnasio. Ama la lettura e i viaggi.


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Un bacio

Un bacio è nulla, un bacio è tutto,
un bacio è un morso al cuore che ti prende l'anima, la riscalda,
ti strappa una lacrima, un sorriso.

Il presente ti scioglie, seta sulla pelle,
è un orologio fermo che segna l'ora dell'amore,
vorresti afferrare le lancette e non farle partire mai più
perchè non hai fame, sete, sonno,
vuoi solo lei, vuoi solo un bacio.

Il passato è malinconia, ti toglie la serenità alle feste,
tremi e vorresti dimenticare, ma non puoi,
il ricordo che sembra profondo
in realtà ti avvolge e non ti libera.

Ma troàerai chi, guardandoti negli occhi,
riuscir` a bloccare di nuovo quelle lancette,
e scoprirai che prima d quel giorno
non si erano mai fermate veramente.

Il futuro, paura, fretta, voglia
sospeso tra dubbi e promesse,
tutto pur sparire all'istante.

Eppure c'è una luce per me
in tutto questo buio freddo,
un giorno mi illuminerà
e starò bene, sarò io,
avrò caldo.

Dolce pace nel cuore,
vieni a rincuorarmi
nei momenti in cui avrò sonno
mentre i miei occhi
fisseranno le stelle.

Un bacio è nulla, un bacio è tutto.

Lorenzo Anelli

Anni 23. Studente universitario.

Studente di medicina, alle prime armi ma con tanta voglia di scrivere.

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Nostalgico futuro

Alla nostalgia dò sfogo
per quel tempo che non ha ancora avuto luogo.
Annuncio il futuro
e ritorno al dolore puro.
Lontananza di luoghi e persone
non è questo il problema che si pone.
E'uno stato di tristezza psicologica
in evoluzione patologica.

Sensazione di rimpianto
lacrime senza pianto.
Tristezza e sconforto
per un futuro palesemente morto.
Nostalgia per eventi senza esplicazione
ma di cui si conosce l'inebriante emozione.

Istanza psichica stressata
depressione ricercata.
Meccanismi di difesa
nessuna pretesa.
Futura speranza
fiduciosa costanza.

Nostalgia di ciò che potrebbe essere e non sarà....................
Nostalgia di ciò che sarà,ma poi svanirà..........................

Edda Cioffi

Anni 20. Tecnico dei servizi sociali e ballerina.

Edda Cioffi nasce a castellammare di stabia.Diventa tecnico dei servizi sociali e si diploma in danza classica.
Oggi studia psicologia e da poco ha scoperta l'amore per la poesia.E se prima esprimeva la propria anima attraverso la danza oggi lo fa attraverso le parole.Alcune poesie sono state pubblicate su diversi siti internet.

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Un Sogno Ricamato

Nostalgia del futuro?
Quando sarà l'ora?
Son ghiotta di pensieri,di sogni,di realtà
rosicchio ogni attimo di vita
e lo imprigiono nel cuore.
La memoria poi fa la sua parte
snocciola una pioggia di ricordi...
Se mai c'è nostalgia,appartiene al passato
ma i pensieri sospesi,in bilico
non ci possono stare..
ed è allora
che prendo una penna
un foglio di carta
e proietto su di esso attimi di vita.
E'un mondo variegato
è un sogno ricamato
è un grido dell'animo
tra mille urli
è un grande silenzio.
E' una storia da raccontare
perchè un domani,in un futuro
ci sia la nostalgia del tempo.

Sonia Maria Roberta Gagliardelli

Anni 63. Pensionata.

Sono stata insegnante di scuola materna nel Comune di Milano dal 1964 al 1985. Ho tre figli e 4 nipotini bellissimi. Nel 98 rimango vedova e la mia vita cambia radicalmente,mi riprendo da un dolore cosl
grande frequentando corsi di psicosintesi di gruppo secondo il metodo di Assagioli,tutto cir mi aiuta moltissimo e soprattutto apre in me il canale della
creatività ,nel 2004 creo a mie spese in stampa digitale un piccolo libro che si intitola:"Il Sentire di Sonia."
Inizio a frequentare i poeti dell'Ariete,con loro ci si trova una volta al mese al Circolo Dell'incisione sul Naviglio,viene proposto sempre un tema,io scrivo e poi leggo i miei versi.
Nel 2006 partecipo con un racconto ad un concorso indetto da internet saloon, il racconto che si  intitola: "Innamorarsi a sessanta anni" arriva tra i finalisti.

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Chine e prostrate

Chine e prostrate
se ne stanno le vecchie sequoie.
Rimirando l'orizzonte
che di sera si accende.

Il cielo si fa vermiglio e
la luce si affievolisce.

Il legno secco e nodoso
si piega al crepuscolo
in una riverenza,
al sole che lo sta salutando.

Carlo Cuneo

Anni 21. Studente.

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Nostalgia del futuro

Nostalgia?
Come puoi aver nostalgia di qualcosa che non sai, che non hai vissuto, che non hai
sentito, provato?

Cerco nella mente
arrovello i pensieri
districo matasse immaginarie.
Il futuro è un sogno.

Un sogno da sognare.
Qui? Ora? Chissà...
Rosa tenue insieme a te.
Verde pallido di speranze.

Fuoco che divampa e scolora
nell'imbrunire della sera.
Coltre di stelle trapunte
su un tappeto di velluto.

M'affaccio alla finestra
che dà sull'orizzonte.
Cielo immenso...infinito.
Sogno.

Sogno il mio futuro.
Nostro. Unico,
solo, vivo,forte, vero.
Solo insieme a te
ho nostalgia del futuro.
Il passato è già vissuto.
Spremuto come un succo
che abbiamo gustato.

Anna Maria Chiapparo

41 anni. Casalinga.

Vivo a Siracusa, ma sono d'origine calabrese. Scrivo da sempre tutto ciò che mi passa per la testa.

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S.

Come il tempo sa trascorrere lento
osa, talvolta, tramutarsi in belva:
affamato, temibile, fugace e perverso.
Così Lo osservo dal mio nascondiglio,
mi perdo tra caldo miele e sentore di caffè.
Fitta la pioggia, costante, mia compagna.
Assaporo il ricordo di un intento
bruciato. Negato. Privo di sostanza.
Cade tra sospiri, inganni e tormento
la speranza di un vivere conteso e strappato
al Domani imperante.

Erika Manzari

Anni 24.

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Giocatori pentiti

Io e te non siamo che il resto di noi.
Busso alla porta del tuo silenzio
e vedo le nostre anime in fuga
inseguite da pugni di parole.
Ormai non ci stiamo più in questa casa,
dove mettemmo insieme tenerezza e gioia.
Diventano ingombranti le nostre solitudini.
Siamo giocatori pentiti per non aver osato
la volta che avrebbero vinto la mano,
solo con una piccola coppia.
Toccherà cedere il passo all'assenza,
andare ancora soli, di forse in forse,
ammassando gli allora in valigie leggere.
Andremo a spiare all'angolo dei perchè
le coppie vere che si amano e caricano
bambini sgabbiati, scatole e bottiglie,
sul carrello volante del supermercato,
che sanno ritornare ogni sera a casa,
al quinto piano della scala zeta
sognando una vacanza al mare.

Angelo Veltre

Anni 63. Consulente per l'energia.

Ostinatamente ... poeta.

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Sarà un altro giorno l'approdo

Camminando tra le sponde
d’un più alto agile ponte,
tenendoti la pancia oramai pregna
con quel dolce cortese silenzio,
lo sguardo si commuove
per chi verrà al mondo;
e nel sentire il volto
che si svolge nel cuore
i tuoi sorrisi stanchi si riempiono,
come se là dentro oramai
quei tremori di pace interiore
ti fossero già accanto,
tra baci ancora deserti.
E nel toccare la chiglia del pancione
incipiente senti forte il pulviscolo
che ti accompagna e il vagito
nascosto sarà già qui,
nella penombra d’una più calda
serata vissuta.

Maurizio Falasca

Anni 53. Insegnante di italiano e storia in una scuola media superiore a Torino.

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Il pianto

Come sentire un soffio di vento
leggero e impalpabile
entrare con dolce invadenza
nel profondo dell'anima.
E si risveglia il camaleonte
che c'è in me
insaziabile d'amore
generoso e libero nel pensiero,
ormai pronto per spiccare il volo.
Come l'airone leggiadro
come il falco beffardo
come il grande salto del bambino
che c'è in me.
All'improvviso una lacrima
rotola sulla guancia:
non è dolore
è una nuova alba.

Cristina Pasquali

Anni 44. Collaboratrice laboratorio chimico
clinico.

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Nostalgia del futuro

Ti guardo figlio mio,
nei tuoi occhi vedo il mio futuro.
Quanta tristezza non poterlo condividere con te.
Ormai sono vecchio,
le mie rughe dimostrano
ciò che mio cuore nasconde a me stesso.

Un giorno mi farai diventare nonno.
Nipote mio adorato ancora non nato,
mai potrei esser più felice che averti
tra le mie braccia.
Guardami, sorridimi;
concedi a questo vecchio
un po' del tuo amore.

Stai crescendo in fretta,
figlio mio.
Troppo in fretta.
Fermiamo il tempo,
fermiamoci un istante.
Il futuro è già arrivato.

Aldo Agnellini

Anni 44. Impiegato.

Amo scrivere da sempre. Poesie, favole, racconti brevi. L'ispirazione arriva all'improvviso e le parole escono da sole. Comincio un racconto senza sapere
come finirà, quale sarà la prossima frase. Forse è anche questa la gioia che provo nello scrivere.

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Le Paure del futuro

Sono solo paure di una bambina
che deve ancora crescere
di un'adolescente
che sta imparando a vivere
di un'adulta
che non vuole cedere
quella bambina che ha fretta di crescere..
quell'adolescente che ha tutto in cui credere..
quell'adulta che è cresciuta in fretta da piccolina..
come vorrebbe tornare bambina..
quell'adulta che non crede in niente..
come vorrebbe tornare adolescente.

Veronica Bonanno

Anni 16. Studentessa.

Sono studentessa di lingue. Amo molto scrivere.

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Silenzio notturno

Non chiedermi se questa notte
avrà una sua fine,
non sono capace di leggere
tra le pieghe di una mano
e solo questo silenzio di lanterna schiantata
posso portare a conforto del tuo pianto.
Ora mendichiamo attenzioni
da insipide parti di nuvole,
approssimative sono le certezze,
la speranza, tra le foglie morte, muore.
Eppure nel buio
resteremo in attesa alla finestra,
aspettando un segno diverso
da quello che le dita lasciano
sul vetro appannato.

Giuseppe Spezzano

Anni 28. Impiegato.

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La nostalgia

Mi sono impigliato nella nostalgia.
Un modo romantico
di sognare al passato,
per rivedere la realtà nei sogni
e rivivere i sogni con bramosia.
Voglia di cose antiche
che la polvere del tempo
ha ammorbidito,
voglia di sentimenti lontani,
lontani in uno spazio proibito.
La nostalgia di ciò che non è stato,
ma che poteva .....
o che forse potrà !
Ma non si può scommettere al futuro
perciò più rasserenante
fermarsi alla realtà.

Italo Corti

Anni 73. Pensionato.

Poeta dilettante. Pubblicato libro "Sogni, pensieri, forse poesie".

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La mia città

Ti ho vista nella pioggia
Città offuscata
da incubi mai svaniti
Ti ho visto nella pioggia
Che batte sull'immondizia di periferia
Che scivola sul sangue
Ad ogni angolo di strada
Ti ho visto nella pioggia
Di donne violentate
Di bambini torturati
Città Piena di promesse
Che non hanno valore
Completamente persa
Nell'eco singhiozzante
Che dissolve i ricordi
Soffoca le grida
Ti ho visto illuminata dalla luna
Fioca luce sul tuo smarrimento
Sospesa tra passato e futuro
Nell'ipnotica malinconica marcia
Dei tremila soldati contro la camorra
Verso il rumore delle saracinesche alzate
Verso il mattino che schiaccia il silenzio
Ti ho visto poi nel sole
Che brucia strade e case
Sole rovente
Sul sagrato delle chiese
Ombra su parole polverose
Di politici che non hanno pudore
Sole umido asfissiante feroce
Sole dell'inferno di Scampia
Dove il futuro non si trova più
E la speranza è solo nostalgia.

Giorgio Di Dio

Anni 57. Fiscalista revisore contabile.

Nell'aridità del mio mestiere (che però non manca di fascino), leggere e scrivere sono più che un hobby, un rifugio. Scrivo da sempre poesie e racconti.
Quest'estate (2008), con il mio racconto "Sotto il letto" sono riusltato tra i finalisti del premio letterario " Parole in corsa". Adesso ci provo con la poesia. Non si sa mai...

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Vorrei

Vorrei quel che non ho,
vorrei quel che è desiderio,
vorrei quel che è sogno.
Aspirare vorrei le perle della rugiada
bagnarmi vorrei negli spruzzi di fragorosa cascata.
Confondermi vorrei fra i colori dell'arcobaleno.
Attraversare l'oceano vorrei
Calarmi negli abissi marini vorrei
Nelle selve più folte perdermi,
sulle cime più alte ascendere.

Ma vorrei nel segreto delle menti penetrare,
negli insondati recessi dei cuori esplorare,
scorgere l'umana, antica, infinita sapienza
nel mondo la primitiva splendente bellezza,
nei cuori puro sterminato amore ....
vorrei.

Anna Maria Giunti Mani

Anni 80. Pensionata.

Agente di una nota assicurazione per 27 anni.
Diversi premi di prosa e poesia in Italia e Belgio (Bruxelles).

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Ricordi di una pedivella

Remembro il futuro.
Quand'ogni era saputo
e rimpianto,
quand'era ormai,
quando ancor
non s'apprendea

se il tutto s'annulla
o si 'l nulla s'attutta.

Carlo Barone

Anni 17. Studente.

Di origine campane, Carlo Barone nasce nell'amena cittadina di Milano il 7 Ottobre del 1991.
Sin dalla più tenera età coltiva interesse per la poesia.

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